Cosa succede quando muore un animale domestico: disturbo da lutto prolungato come la perdita di un familiare. Un recente sondaggio ha chiarito cosa succede quando muore un animale domestico, affettuosamente chiamato animale da compagnia, mostrando come questa perdita possa generare un dolore intenso e duraturo, spesso paragonabile a quello provocato dalla morte di un familiare stretto.
Le evidenze raccolte nel Regno Unito indicano che la sofferenza legata alla scomparsa di un cane o di un gatto non è un’esperienza marginale, ma un evento con profonde conseguenze emotive, sociali e funzionali. Un’analisi statistica ha rilevato che il 7,5% delle persone colpite dalla morte del proprio animale domestico sviluppa un disturbo da lutto prolungato, una condizione caratterizzata da sintomi persistenti e invalidanti.
Questa percentuale risulta simile a quella osservata in caso di perdita di un caro amico o di un fratello, e solo leggermente inferiore a quella legata alla morte di nonni o partner. Tassi più elevati si registrano esclusivamente per la perdita dei genitori o dei figli. Quasi un intervistato su cinque ha dichiarato che la morte del proprio animale è stata più dolorosa di quella di una persona cara.
Lo studio
Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica PLOS One ha evidenziato come il lutto per un animale domestico possa tradursi in profonda tristezza, disperazione, difficoltà nelle relazioni sociali e compromissione delle attività quotidiane. Secondo i dati citati da The Conversation, il 21% delle persone che ha sperimentato entrambe le tipologie di perdita ha indicato quella dell’animale domestico come la più angosciante.
Il professor Philip Hyland della Maynooth University, responsabile dello studio, ha sottolineato che i criteri diagnostici attuali non riconoscono formalmente questo tipo di lutto, nonostante i sintomi si manifestino in modo analogo a quelli osservati dopo la morte di un essere umano. Hyland ha ribadito la piena legittimità di questo dolore e ha invocato una revisione delle linee guida cliniche.
Un’indagine nazionale della Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals ha confermato la diffusione e la profondità del legame emotivo tra persone e animali. Il 99% dei partecipanti considera il proprio animale parte della famiglia, un amico o un compagno. Quasi tre quarti hanno riferito di aver vissuto un lutto anticipatorio, mentre il 67% è rimasto sorpreso dall’intensità del dolore provato dopo la perdita.
Le conseguenze emotive sono estese
Il 93% si è detto profondamente addolorato, con frequenti sensi di colpa, solitudine e ansia. Più della metà ha riportato sintomi riconducibili a depressione o ansia e cambiamenti significativi nelle abitudini quotidiane. Il rischio di sviluppare un disturbo da lutto prolungato risulta del 27% più alto rispetto a chi non ha vissuto questa esperienza, e l’8,1% di tutti i casi osservati nella popolazione studiata è legato proprio alla perdita di un animale domestico.
Nonostante questi dati, il dolore viene spesso minimizzato e definito un dolore marginalizzato. Meno del 7% degli intervistati percepisce un reale riconoscimento sociale e solo il 13% si è sentito compreso. La carenza di supporto influisce anche sull’accesso a risorse mediche e lavorative, con una minoranza che ottiene congedi o consulenze specifiche. Esperti e organizzazioni concordano sulla necessità di riconoscere pienamente questo lutto e di garantire sostegno adeguato per prevenire una sofferenza prolungata.
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