La storia del primo rapimento alieno documentato: quando gli UFO cancellarono la memoria di Barney e Betty Hill. Il pomeriggio del 14 dicembre 1963, Barney e Betty Hill, una coppia interrazziale molto attiva nel sociale e rispettata nella comunità di Portsmouth, nel New Hampshire, si presentarono nello studio del neurologo e psichiatra Benjamin Simon per sottoporsi a sedute di ipnosi regressiva.
L’obiettivo era colmare i vuoti di memoria riguardanti un episodio straordinario avvenuto due anni prima, il 19 settembre 1961, che aveva attirato l’attenzione del Progetto Blue Book, il team dell’Aeronautica Militare statunitense incaricato di investigare fenomeni UFO. La storia del primo rapimento alieno aveva preso forma quella notte sulle strade isolate delle White Mountains, quando la coppia, tornando da un viaggio in Canada e nello Stato di New York, avvistò un punto luminoso nel cielo che inizialmente scambiarono per una stella cadente o un satellite.
Betty e Barney si fermarono con la loro Chevrolet Bel Air e notarono che il punto luminoso si avvicinava sempre più, emettendo luci lampeggianti di diversi colori. A un certo punto, l’oggetto sembrò atterrare sulle montagne per poi decollare e avvicinarsi rapidamente all’auto. Sbalorditi e terrorizzati, Barney e Betty scesero dall’auto e osservarono attraverso i finestrini del velivolo umanoidi alti circa un metro e mezzo, con pelle grigia, grandi occhi e teste a forma di pera rovesciata.
L’incontro ravvicinato
Barney percepì un ordine telepatico di restare immobile e continuare a guardare, mentre l’oggetto si avvicinava fino a circa quindici metri dalla loro testa. Presi dal panico, corsero verso l’auto e fuggirono, ma non riuscivano a ricordare come fossero tornati a casa quella notte. Nei giorni seguenti, la coppia mostrò comportamenti anomali: lavaggi compulsivi, abbandono dei vestiti indossati durante il viaggio, disegni ossessivi dell’astronave e incubi ricorrenti.
Betty decise di contattare la base aerea di Pease e raccontare l’incontro, e l’ufficiale maggiore Paul W. Henderson annotò che avrebbero potuto confondere il pianeta Giove con un disco volante, ma il caso fu comunque trasmesso al Progetto Blue Book. Su consiglio dei militari, Barney e Betty si rivolsero al Dr. Simon per ricostruire i dettagli mancanti tramite ipnosi regressiva, condotta in diverse sedute separate nell’arco di sei mesi.
Sotto ipnosi, entrambi ricordarono la sequenza di eventi tra la vibrazione dell’auto e il ritorno a casa: furono rapiti dagli alieni, sottoposti a test e soggetti a una manipolazione mentale che cancellò i ricordi. Betty ricordò anche una comunicazione telepatica con gli extraterrestri e ricevette informazioni su una mappa stellare del sistema binario Zeta Reticuli, a 39 anni luce dalla Terra, suggerendo l’origine degli occupanti dell’UFO. Tuttavia, il Dr. Simon concluse che i ricordi emersi erano probabilmente falsi, frutto di amnesia e di una ricostruzione inconsapevole dei vuoti di memoria, e riferì la propria valutazione al Progetto Blue Book.
La notizia diffusa mesi dopo
La storia del primo rapimento alieno rimase inizialmente segreta, ma il 25 ottobre 1965 il Boston Traveler pubblicò un articolo in prima pagina, seguito dalla diffusione globale attraverso l’agenzia UPI. Barney e Betty collaborarono successivamente con Simon e con lo scrittore John G. Fuller per produrre il libro The Interrupted Journey, che includeva anche la mappa stellare di Betty e divenne un bestseller.
La vicenda segnò un punto di svolta nella percezione degli incontri extraterrestri, introducendo elementi come la pelle grigia degli alieni, le teste grandi, gli occhi neri, i periodi di amnesia e le sedute ipnotiche per ricostruire gli eventi, influenzando film e serie televisive come Incontri ravvicinati del terzo tipo e X-Files, e adattamenti cinematografici quali The UFO Incident del 1975 e Alien Abduction: The Odyssey of Betty and Barney Hill del 2013.
Barney morì il 25 febbraio 1969 e Betty si ritirò progressivamente dalla scena pubblica, denunciando lo sfruttamento mediatico del fenomeno UFO, fino a tornare nel 1995 con la pubblicazione di Un approccio di buon senso agli UFO. Alla sua morte nel 2004, lasciò in eredità gli appunti, le registrazioni e gli oggetti del caso alla biblioteca dell’Università del New Hampshire, consacrando la vicenda come il primo caso di rapimento alieno reso pubblico e uno dei più documentati nella storia della ufologia. La storia della famiglia Hill ha dunque cambiato profondamente la narrativa sugli incontri con extraterrestri, trasformando episodi privati in eventi iconici e duraturi nella cultura popolare.
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