Francesco Oppini: “Io bullizato per mia madre. Sono stato in analisi. Il Grande Fratello mi ha aiutato”. Francesco Oppini bullizato da piccolo a causa della madre famosa. È lo stesso giornalista sportivo, 43 anni, figlio di Alba Parietti e Franco Oppini, si racconta in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.
Francesco Oppini racconta di essere riuscito a trasformare in lavoro le due passioni che coltivava da bambino: le auto e il calcio. Le prime le vive quotidianamente nella concessionaria di cui è socio a Biassono, in Brianza; il secondo lo commenta in televisione, dopo essere diventato giornalista pubblicista nel 2024. Ripensando al passato, confessa che un tempo aveva anche valutato la strada del professionismo: «All’inizio, forse: mi ero iscritto in Scienze dei Beni culturali, su suggerimento di Vittorio Sgarbi. Diedi pure l’esame più difficile di letteratura italiana e presi 28, una rivalsa sui 6 del liceo».
Tuttavia, quella direzione cambiò presto. Oppini ricorda infatti il momento in cui decise di non proseguire gli studi: «Dopo un anno dissi ai miei che volevo lavorare. La loro paghetta era di cento euro a settimana: mi ha insegnato a dare valore ai soldi. Ma io volevo l’indipendenza. Così feci dei colloqui e fui preso dalla Bmw, dove ho lavorato come venditore dal 2003 al 2009». L’amore per le auto, del resto, lo accompagnava da sempre: «Sì. Da piccolo sognavo di fare il pilota di Formula 1. A scalare: meccanico, gommista e benzinaio. La carriera di pilota, però, fu stroncata quasi subito da mia madre».
Francesco Oppini: “Io bullizato per mia madre. Sono stato in analisi”
A questo punto, Oppini ricostruisce l’episodio che segnò la fine del suo sogno sportivo: «Tra i 10 e i 12 anni correvo in kart, alle gare mi accompagnava mio padre. Un giorno chiese a mia madre di sostituirlo. Quando lei vide il nostro livello, si buttò in mezzo alla pista fermando tutto. Fine della carriera». Una decisione che lo ferì molto, anche se non lo diede a vedere: «Altroché, ma tenni tutto dentro. I miei avevano l’affido congiunto e io ero sempre molto sereno con entrambi. Quella volta, però, mi era sembrato di dover scegliere tra loro. Lei cercò di risarcirmi con il motorino, ma non potevo usarlo fuori Basiglio».
Il suo primo passo nel mondo dello spettacolo arrivò invece con la partecipazione alla «Fattoria» di Daria Bignardi. Oppini ricorda quel momento come un’occasione inattesa: «Lavoravo già in concessionaria, ma quando dissi al titolare, Beppe Agnesi, quanto mi avrebbero pagato, rispose che non potevo rinunciare. Con quei soldi comprai la prima auto da rivendere e iniziai la mia attività indipendente, che decollò dopo la morte di nonna, quando mamma mi regalò una parte dell’eredità».
Quando gli si chiede quale mestiere sceglierebbe, potendo vivere di uno solo, Oppini risponde con una riflessione legata alla sua infanzia: «I miei genitori un giorno facevano Sanremo o Domenica in e poi non lavoravano per mesi: il piano B ci vuole». E parlando proprio dei suoi genitori, affronta il tema del successo della madre e delle sue conseguenze: «Alle elementari e alle medie fui parecchio bullizzato. Non volevo che mi venisse a prendere a scuola, perché magari arrivava da una trasmissione tv super tirata, truccata, con tacchi vertiginosi, la pelliccia, ed erano cori da stadio. Quando uscì il Macellaio fu un disastro».
Francesco Oppini: “Il Grande Fratello mi ha aiutato”
Solo molti anni dopo riuscì a guardare quel film: «No. Lo guardai a 28 anni e mi dissi: tutto ‘sto casino per niente? I miei compagni erano proprio dei cretini». E ammette che con sua madre non affrontò mai davvero l’argomento: «No e sbagliai, perché la colpevolizzai. Ma negli ultimi anni ho seguito un percorso con lo psicologo che mi ha fatto capire tante cose. Il Grande Fratello mi ha aiutato».
Proprio il Grande Fratello fu per lui un’occasione di riscatto personale, non economico: «No, lì volevo togliermi di dosso l’etichetta di “figlio di” e farmi conoscere per quello che ero: uno che vendeva auto da anni e che da anni cercava di farsi spazio nello sport. Non un raccomandato». Nel ripercorrere la sua storia familiare, Oppini ricorda con affetto anche uno degli ex compagni della madre: «A Giuseppe Lanza di Scalea. Mi è stato vicino in tanti momenti: dalla perdita delle nonne alla morte della mia fidanzata Luana in un incidente stradale, nel 2006. Era riservato, educato, il classico Gattopardo. È mancato mentre ero al Grande Fratello, prima lo sentivo tutti i giorni. Quando sono uscito, visto che mia madre non lo nominava chiesi di lui e lei scoppiò a piangere. Io a ruota».
Francesco Oppini: “Ragazze? La mamma sex symbol creava molte aspettative”
Racconta poi i vantaggi e gli svantaggi dell’essere figlio di due personaggi noti: «Tante comodità. Per trovare un tavolo al ristorante bastava dire che ero figlio di Franco Oppini e di Alba Parietti. Poi pagavo come tutti». E sul fronte sentimentale aggiunge: «La mamma sex symbol creava molte aspettative! Invece fino ai 20 anni ho pensato solo al calcio, alle auto e agli amici. Ero imbranato. A 16 anni il sabato pomeriggio anziché andare in discoteca preferivo giocare a pallone o al calciobalilla in oratorio».
Infine, parlando del futuro e dei reality, Oppini rivela un desiderio preciso: «Mi avevano chiesto di fare Pechino Express con mamma, ma entrambi abbiamo detto di no. Mi piacerebbe andarci con la mia fidanzata Francesca: è una gran sportiva, fa viaggi pazzeschi».
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