J-Ax: “Country? Folgorato dopo una scena. Ho a cuore 3 battaglie sociali. Sanremo? Temo solo un aspetto”. J-Ax sul Country, le tre battaglie sociali che ha a cuore, Sanremo, e non solo. Il rapper milanese, storico fondatore degli articolo 31, 53 anni, ne parla in una intervista a ‘Il Messaggero’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.
J-Ax racconta che quest’anno a Sanremo si ballerà anche il country grazie a Starter Pack, spiegando che si tratta di «Ovvero il pacchetto base che serve per vivere in Italia». Aggiunge poi un dettaglio sulla performance, anticipando che «Porterò con me anche una violinista scovata in rete. Ha 15 anni e ha il nome più country che si possa immaginare: Maria Adelaide», sottolineando così l’atmosfera che vuole portare sul palco.
J-Ax: “Country? Folgorato dopo una scena”
Proseguendo, spiega che nella serata dei duetti omaggerà la sua Milano insieme alla Ligera County Fam, di cui fanno parte anche Cochi e Renato. A questo punto affronta la domanda su cosa lo leghi al country, chiarendo che «È un genere che amo e ascolto da anni. Mi ha folgorato una scena del film su Ray Charles (Ray, uscito nel 2004, ndr), che del country diceva: “In questa musica ci sono ancora le storie”. Io iniziai con il rap perché quel genere mi raccontava delle storie. Poi il rap, come il rock and roll, si è standardizzato, è diventato formulaico. Nel country, invece, trovo ancora storie che mi emozionano. Reinterpretare la mia persona attraverso i generi è una cosa che faccio da sempre: dal rap al pop, passando per il rock. Stavolta tocca al country. Reinventarsi è l’unico modo per continuare a divertirsi in studio».
Guardando al futuro discografico, conferma che l’album in uscita dopo il Festival seguirà la stessa linea, spiegando che «Sì, perché quando uno dà la botta di testa, la deve dare per bene (ride). Ci sono due cose avverse al mercato discografico di oggi: il genere, country, e la totale assenza di duetti. Ci divertiremo».
Parlando del brano Italia Starter Pack, che contiene il verso “Qua non si protesta per lo stipendio, solo per la pizza con l’ananas”, chiarisce che non si tratta di una parodia dei luoghi comuni italiani, ma piuttosto di uno sguardo esterno: «No: canto come siamo percepiti all’estero. Siamo più complicati di come ci dipingono». E quando gli viene chiesto se nel pezzo ci sia del patriottismo, risponde con ironia: «Non esageriamo (ride). Però ci giocherò». Riflette poi sulla possibilità che la canzone possa piacere alla premier Giorgia Meloni, osservando che «Non saprei: se si ferma in superficie, la canzone potrebbe anche piacerle».
J-Ax: “Country? Folgorato dopo una scena. Ho a cuore 3 battaglie sociali”
Passando ai temi sociali e politici che gli stanno a cuore, elenca con decisione tre priorità: «Ne cito tre. La prima: basta ai paradisi fiscali in Europa per le multinazionali. È inaccettabile che le piccole imprese italiane si trovino a fare i conti con un carico fiscale totale elevatissimo e le multinazionali no. Seconda: il salario minimo. Terza: che la sanità pubblica torni ad essere di nuovo pubblica».
Rievocando la sua ultima partecipazione a Sanremo, quando era sul palco con Dj Jad, ammette che tornare da solo può incutere timore: «Sì. Una prima paura, comunque, è già passata». Spiega poi quale fosse questa paura, dicendo: «Quella delle reazioni di voi critici all’ascolto delle canzoni in anteprima. So di non aver seminato bene in questi ultimi trent’anni in quel mondo (ride)».
Approfondendo il tema, chiarisce a cosa si riferisca: «Al fatto di aver costruito la mia carriera al di fuori delle buone recensioni e dei circoli giusti. Non sono mai stato uno da conferenza stampa a Sanremo. A questo giro, comunque, mi è andata anche mediamente bene con i voti nelle pagelle: non sono abituato (ride)».
Infine, ricordando il suo celebre urlo “Giorgia legalizzala” di due anni fa, commenta la nuova regola Rai che attribuisce la responsabilità dei gesti contrari al buon costume solo al cantante. Non la vive come una limitazione, anzi: «No: è giusto così. Io, comunque, sarò educato. Forse sono addomesticato rispetto al passato, ma quando vado a casa di qualcuno non mi comporto come se fossi a casa mia».
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