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Da “step on foot” a “contatto leggero”: come cambiano le regole quando il rigore è a favore del Napoli

Da “step on foot” a “contatto leggero”: come cambiano le regole quando il rigore è a favore del Napoli. Ieri sera il Napoli ha strappato una vittoria al cardiopalma contro il Genoa, imponendosi per 3-2 grazie a un rigore che ha acceso un dibattito feroce. Ma chiariamo subito: regolamento alla mano, il rigore è sacrosanto.

L’episodio in questione ha visto Cornet entrare in contatto con Vergara in area rossoblù: inizialmente l’arbitro Massa aveva deciso di non concedere il penalty, salvo poi tornare sui suoi passi dopo il richiamo dalla sala Var e il conseguente on field review. Dal dischetto Hojlund non ha fallito, firmando la sua ennesima doppietta e regalando tre punti preziosi agli uomini di Antonio Conte.

E come prevedibile, non si è fatta attendere la classica sollevazione mediatica. Quotidiani, siti sportivi e talk show si sono lanciati in un dibattito esasperato, come se il calcio italiano fosse diventato un gioco di regole elastiche, pronte a cambiare a seconda della squadra che ne beneficia. E guardando la scena, vien quasi da pensare che in certi casi le regole siano davvero “personalizzate” per il Napoli.

Il contatto Mkhitaryan-Rrahmani

Basta fare un piccolo salto indietro di quattro settimane: nel match tra Inter e Napoli, Mkhitaryan subì un contatto simile da Rrahmani. Anche in quel caso, l’arbitro fu richiamato al Var e il rigore venne assegnato. Ma cosa è cambiato in così poco tempo? Per il Napoli, evidentemente, il famoso “step on foot” si è magicamente trasformato in “contatto leggero”. Una metamorfosi semantica che, tra sarcasmo e ironia, sembra perfetta per descrivere come alcune regole possano cambiare a seconda della maglia indossata da chi ne beneficia.

Paradossalmente, il Napoli non è esattamente la squadra che più abbonda di rigori a favore in questo avvio di campionato. Anzi. Guardando i numeri, gli azzurri condividono con il Milan il triste primato di squadra più penalizzata: ben sette rigori subiti nei primi turni, un dato che testimonia come l’area di rigore partenopea sia spesso territorio “fortunato” per gli avversari.

Al contempo, però, il Napoli occupa appena l’undicesimo posto per rigori concessi a proprio favore, con soli quattro penalty. Un equilibrio che, se letto freddamente, evidenzia come i fischietti italiani abbiano una particolare sensibilità nel giudicare i contatti che coinvolgono la squadra partenopea.

Così si è passati “da step on foot” a “contatto leggero”, cambiare i termini per riassumere come un contatto identico può essere interpretato in modo diametralmente opposto, quando in campo c’è il Napoli. Non che i tifosi azzurri si lamentino, naturalmente: il drama aggiunto e i tre punti conquistati con il cuore in gola hanno sempre il loro fascino. Ma il divario tra la severità applicata al Napoli e la generosa indulgenza concessa altrove è palese.

Napoli poco “fortunato” con gli arbitri

Il tema non è certo una novità. Il calcio italiano convive da anni con un equilibrio instabile tra interpretazioni soggettive e applicazione teoricamente oggettiva delle regole. La VAR prometteva chiarezza, ma episodi come quello di ieri mostrano che il tam tam mediatico sembra il principale filtro tra fallo e regolarità. E se la stessa azione può essere giudicata diversamente in due partite simili.

Difficile, a questo punto, ignorare il dato più emblematico: sette rigori subiti (l’ultimo proprio ieri sera, alquanto dubbio ma tant’è) e appena quattro concessi a favore. È un segnale chiaro che il Napoli, pur essendo una delle squadre più forti e temute, vive il campionato con un fardello invisibile, fatto di contatti che diventano “leggeri” quando converrebbe concedere un penalty, e di contatti che diventano rigore quando la squadra di Conte è sotto tiro. Una discrepanza che potrebbe sembrare grottesca, se non fosse che dietro ci sono arbitri, regolamenti e una buona dose di casualità interpretativa.

Alla fine, resta un fatto incontrovertibile: il Napoli vince, conquista punti e tiene il passo del campionato. Ma tra un gol e l’altro, tra una discussione VAR e una protesta social, non si può fare a meno di notare come nel calcio italiano spesso il confine tra “step on foot” e “contatto leggero” sia sorprendentemente sottile e, a volte, decisamente elastico.

Carmine Gallucci
direttore@brevenews.com

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