Uno smartwatch contro la depressione che funge da vero e proprio sistema di allerta precoce per la tua salute mentale, oltre a contare i passi o monitorare la frequenza cardiaca. È quanto emerge da una nuova ricerca della McMaster University, secondo cui i dispositivi indossabili sarebbero in grado di intercettare segnali lievi di una ricaduta depressiva settimane o persino mesi prima che l’episodio si manifesti pienamente.
Lo studio, pubblicato sulla rivista JAMA Psychiatry, ha coinvolto 93 adulti canadesi seguiti per un periodo massimo di due anni. Tutti i partecipanti avevano ricevuto una diagnosi di disturbo depressivo maggiore e si erano precedentemente ripresi da un episodio. Durante il monitoraggio, i pazienti hanno indossato ininterrottamente, 24 ore su 24, un dispositivo di livello di ricerca simile a un Fitbit o a un Apple Watch. Parallelamente, hanno effettuato visite regolari in presenza per valutare eventuali sintomi depressivi e per consentire il download dei dati raccolti.
Gli scienziati hanno analizzato oltre 32.000 giorni di informazioni, concentrandosi in particolare sui ritmi quotidiani dei partecipanti. Dai risultati è emerso che i modelli di sonno e attività raccontano un quadro significativo. Le persone con ritmi di sonno irregolari presentavano un rischio quasi doppio di andare incontro a una nuova ricaduta depressiva.
L’indicatore più rilevante
L’indicatore più rilevante non riguardava soltanto la quantità di ore dormite, ma soprattutto la differenza tra attività diurna e riposo notturno. Quando i dati mostravano una ridotta distinzione tra movimento durante il giorno e inattività durante la notte, la probabilità di un nuovo episodio appariva imminente. Secondo quanto dichiarato dal professor Benicio Frey della McMaster University, in futuro uno smartwatch potrebbe avvisare l’utente della probabilità elevata di un nuovo episodio nelle settimane successive, suggerendo di consultare il medico.
La raccolta passiva dei dati consente un monitoraggio continuo tra una visita e l’altra, aprendo alla possibilità di una gestione “always-on” della salute mentale. I ricercatori sottolineano che, pur essendo noto il legame tra anomalie del sonno e rischio di ricaduta, la possibilità di rilevarle automaticamente tramite sensori intelligenti rappresenta un’opportunità per personalizzare l’assistenza.
Il disturbo depressivo maggiore resta una condizione ricorrente: circa il 60% dei pazienti sperimenta una ricaduta entro cinque anni, mentre ogni anno ne soffre circa il 16% degli adulti americani. Tradizionalmente i medici attendono la comparsa di sintomi come umore depresso o perdita di interesse. Gli strumenti digitali, invece, potrebbero consentire interventi anticipati e adattamenti terapeutici prima che la qualità della vita subisca un peggioramento significativo.
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