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Salute

Problemi di salute mentale dopo le catastrofi, i dati shock da uno studio: sopravvissuti a rischio fino a 10 anni dopo

Problemi di salute mentale dopo le catastrofi, i dati shock da uno studio: sopravvissuti a rischio fino a 10 anni dopo. Secondo una nuova revisione delle prove, disastri ed eventi violenti rimangono impressi nella mente delle persone per anni, contribuendo a malattie mentali che possono manifestarsi anche un decennio dopo. La revisione, pubblicata sulla Harvard Review of Psychiatry, indica che oltre un sopravvissuto su cinque, pari al 22%, svilupperà un problema di salute mentale dopo aver vissuto un’esperienza traumatica.

Gli studiosi hanno rilevato che tali disturbi tendono a presentarsi in due momenti distinti: un primo picco nei mesi immediatamente successivi al disastro e un secondo tra i nove e i diciotto anni dopo l’evento. I risultati mettono in discussione l’idea diffusa secondo cui con il passare del tempo i sopravvissuti riescano semplicemente a lasciarsi il trauma alle spalle.

Il ricercatore principale, docente di scienze comportamentali e sociali presso l’Università di Groninga nei Paesi Bassi, ha sottolineato in un comunicato che il graduale miglioramento osservato nel breve periodo potrebbe aver portato a sottovalutare gli effetti a lungo termine.

I dati

Per l’analisi sono stati esaminati 71 studi pubblicati tra il 1990 e il 2024, per un totale di oltre 137.000 persone coinvolte in disastri avvenuti in 23 Paesi. Le catastrofi considerate includevano terremoti, tempeste, attacchi terroristici, tsunami, incidenti, inondazioni, sparatorie di massa, esplosioni, eruzioni vulcaniche, incendi e frane.

La depressione è risultata il disturbo più frequente, interessando circa il 30% dei sopravvissuti. Seguono angoscia (28%), problemi di sonno (27%), dolore (25%), stress post-traumatico (23%), ansia (21%) e pensieri o comportamenti suicidi (21%). Secondo i ricercatori, sia i disastri naturali sia quelli provocati dall’uomo hanno avuto effetti simili sulla salute mentale, una volta considerati gli altri fattori di rischio.

Lo studio evidenzia che i problemi di salute mentale tendono a diminuire nel tempo per poi riaffiorare anni dopo, probabilmente a causa dell’accumulo di bisogni sanitari insoddisfatti, difficoltà irrisolte, nuovi eventi stressanti e riduzione del supporto sociale. Gli autori sottolineano l’importanza di monitorare a lungo termine i sopravvissuti e di garantire percorsi di consulenza adeguati.

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