Uccide la compagna ipovedente e conserva il corpo nella stanza per giorni: arrestato per torture e omicidio. Un uomo di 47 anni uccide la compagna ipovedente e conserva il corpo nella stanza di un motel per giorni, prima di finire in manette con le accuse di tortura e omicidio. È successo a Detroit, nello Stato americano del Michigan. L’uomo ha ucciso la donna dopo averla rinchiusa in una stanza di motel, dove l’ha sottoposta a violenze per oltre una settimana, rimanendo poi nella stanza con il corpo senza vita per diversi giorni.
L’uomo ha ammesso le proprie responsabilità in tribunale, dichiarandosi colpevole di omicidio di secondo grado, tortura e occultamento di cadavere nell’ambito dell’inchiesta sulla morte della compagna. In base all’accordo raggiunto con i pubblici ministeri, sconterà una pena di 32 anni di reclusione in un carcere statale. Il corpo mutilato della vittima è stato ritrovato circa cento miglia a nord-ovest della città nelle prime ore del mattino del primo settembre 2024.
A scoprire il cadavere è stato uno spacciatore che aveva incontrato l’uomo in una stazione di servizio per vendergli crack. Dopo aver preso la droga senza pagare i 60 dollari concordati, l’uomo lo avrebbe invitato a raggiungerlo nella stanza del motel. Entrato nella stanza, il rivenditore ha visto un corpo umano sul letto coperto da una coperta mentre l’uomo cercava di giustificare il mancato pagamento della droga. Poco dopo ha indicato il letto affermando di trovarsi nella stessa situazione.
L’arresto
Alla richiesta di sapere cosa ci fosse sotto la coperta, l’uomo ha risposto che l’altro sapeva già di cosa si trattasse e ha scoperto il corpo, che secondo il testimone sembrava morto da alcuni giorni. Ha poi sostenuto che la donna fosse morta per ferite riportate durante una visita ad amici e ha fatto capire che sarebbe stato semplice far sparire il corpo. Lo spacciatore ha lasciato la stanza e ha chiamato il numero di emergenza. Gli agenti sono arrivati poco dopo, mentre l’uomo è fuggito nel bosco vicino, dove è stato rintracciato nel pomeriggio.
Durante l’interrogatorio ha ammesso diversi atti di brutalità contro la compagna, tra cui pestaggi con pugni, stivali e oggetti, oltre all’uso di pinze sulla bocca per farla tacere. Nella stanza sono stati trovati vari attrezzi con tracce di sangue della vittima. L’autopsia ha stabilito che la morte è stata causata da traumi multipli con complicazioni correlate. Una vicina di stanza ha dichiarato di non aver mai sospettato nulla. L’udienza per la sentenza è prevista il 13 aprile.
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