Bimbo di otto anni soffoca con un pezzo di ananas a scuola: trovato morto in bagno. La mamma fa causa all’istituto. Un bimbo di otto anni soffoca con un pezzo di ananas a scuola e viene trovato morto in bagno. Ora la mamma ha intentato causa presso il distretto scolastico locale, sostenendo che un dirigente non si è accorto che suo figlio stava soffocando, cosa che, secondo lei, ha causato la morte del piccolo.
Il bambino è stato trovato privo di sensi nel bagno dell’istituto nella contea di Clark, nello Stato americano del Nevada, il 25 febbraio 2025. La vicenda è tornata alla luce più di un anno dopo, quando la madre ha presentato una causa presso la Corte distrettuale federale degli Stati Uniti. Secondo quanto riportato da People, le immagini delle telecamere di sicurezza mostrerebbero il bambino nella mensa scolastica mentre cerca di chiedere aiuto.
Il piccolo, intorno alle 11:20, appariva in difficoltà respiratoria e tentava di darsi colpi sulla schiena mentre si avvicinava a un amico. Nella denuncia si afferma che il bambino, ancora cosciente ma in evidente stato di soffocamento, si sarebbe avvicinato a un dirigente scolastico chiedendo aiuto con gesti delle mani verso la bocca e mostrando segni evidenti di sofferenza fisica.
Mandato in bagna da solo mentre soffocava
Secondo l’accusa, invece di intervenire con le manovre di primo soccorso, il dirigente avrebbe ordinato al bambino di recarsi nel bagno dei ragazzi, indicato come un’area isolata. Nel documento si sostiene inoltre che non sarebbe stata richiesta assistenza tramite radio, non sarebbe stata contattata l’infermiera della scuola né sarebbero stati allertati altri adulti presenti o i servizi di emergenza.
Il bambino sarebbe poi crollato nel bagno diventando cianotico. A dare l’allarme sarebbero stati alcuni studenti che hanno informato il personale scolastico della situazione. I paramedici sono arrivati circa quindici minuti dopo l’inizio dell’episodio e, una volta sul posto, hanno rimosso dalla bocca e dalle vie respiratorie un grosso pezzo di ananas. Il piccolo è stato trasportato in ospedale, dove gli è stata diagnosticata una grave lesione cerebrale anossica conseguente a un arresto cardiaco provocato dal soffocamento.
Il bambino non ha mai ripreso conoscenza ed è stato dichiarato morto il 2 marzo 2025. La famiglia chiede ora un risarcimento per presunte violazioni dei diritti civili e per il dolore subito. I legali della madre hanno dichiarato che la famiglia vuole che siano accertate le responsabilità e che una tragedia simile non si ripeta.
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