Micro pause consapevoli, cosa sono e perché 2 minuti possono essere fondamentali per ridurre lo stress. Il multitasking è diventato un’abitudine diffusa nella società contemporanea, ma secondo nuove ricerche neuroscientifiche e psicologiche citate da Vogue i suoi effetti non sono positivi. Passare continuamente da un’attività all’altra aumenta lo stress, riduce la produttività e affatica la mente.
Uno studio pubblicato sul Journal of Experimental Psychology: Human Perception and Performance ha rivelato che la perdita di efficienza può arrivare fino al 40 per cento, mentre la sensazione di stanchezza mentale cresce notevolmente. Gli studiosi spiegano che il cervello impiega molto tempo per riconcentrarsi dopo ogni cambio di compito, causando un accumulo di fatica nel corso della giornata.
A fronte di questa situazione, la nutrizionista ed esperta di benessere Cristina Barrous propone un metodo semplice per alleviare l’affaticamento: prendersi delle micro-pause consapevoli di due minuti almeno dieci volte al giorno. Si tratta di interrompere brevemente la routine per dedicarsi con attenzione a una singola azione, come applicare una crema idratante o cucinare senza controllare contemporaneamente il telefono.
Secondo Barrous, questa abitudine contribuisce a contrastare la normalizzazione del burnout e mette in discussione l’idea diffusa che la stanchezza cronica sia sinonimo di produttività. Il tema emerge anche nelle testimonianze di figure pubbliche. Tim Kendall, ex presidente di Pinterest, ha raccontato nel documentario The Social Dilemma come fosse solito controllare le email persino in momenti familiari, evidenziando quanto il multitasking e l’iperconnessione abbiano invaso la vita quotidiana.
Il cervello umano non è in grado di svolgere più compiti insieme
Un altro esperto, Pau Rodrigo, ha spiegato che il cervello umano non è in grado di svolgere realmente più compiti contemporaneamente, ma alterna continuamente l’attenzione tra essi, con il risultato di aumentare stress e distrazioni. Una conferma arriva anche da uno studio della Stanford University, che associa il multitasking a una minore capacità di concentrazione e a una maggiore vulnerabilità alle interruzioni.
La psicologa Laura Palomares sottolinea inoltre che agire con fretta induce l’organismo a percepire una condizione di minaccia, stimolando la produzione di cortisolo, l’ormone dello stress. Livelli elevati e prolungati di cortisolo possono favorire disturbi gastrici, dolori articolari e insonnia. Al contrario, affrontare i compiti con calma e consapevolezza aiuta il cervello a riconoscere un ambiente sicuro, migliorando concentrazione e qualità della vita.
Insomma, dedicare tempo a micro pause consapevoli permette non solo di ridurre la stanchezza, ma anche di ritrovare soddisfazione nelle attività quotidiane, rafforzando il rapporto con il proprio tempo e con il benessere personale.
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