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Giulia Michelini: “Mio figlio? È stato difficile ma adesso c’è un bel rapporto. Mi spaventa un pensiero nel mondo dello spettacolo”

Giulia Michelini: “Mio figlio? È stato difficile ma adesso c’è un bel rapporto. Mi spaventa un pensiero nel mondo dello spettacolo”. Giulia Michelini sul figlio, la carriera, la sorella comica, e non solo. L’attrice romana, 41 anni, ripercorre le tappe della sua vita privata e professionale in una intervista a ‘La Stampa’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.

Giulia Michelini è salita alla ribalta grazie al ruolo di Rosy Abate nella serie Squadra antimafia – Palermo oggi, un personaggio che l’ha accompagnata a lungo e che, a un certo punto, ha sentito il bisogno di lasciare, pur sapendo di mettere a rischio un successo ormai consolidato. Ripensando a quella scelta, racconta che «è stato un capitolo importante della mia vita, un ruolo faticoso, che ho amato profondamente, ma ho avuto bisogno di fermarmi per un po’, anche se Rosy, in realtà, è rimasta sempre con me. Ancora adesso, a distanza di anni, la gente mi ferma per strada e mi chiede “ma quando la rifate? ”».

Dopo quella fase, sono arrivati nuovi progetti, tra cui il recente successo del film di Stefano Lodovichi Il falsario, seguito dalla serie Motorvalley. In entrambe le storie, Giulia Michelini interpreta donne forti, determinate a farsi strada da sole. Lei stessa riconosce quanto sia stato complesso rientrare nel giro dopo esserne uscita: «Tornare nel giro, una volta che nei sei uscita, non è stato semplice, però, dopo un po’, ci sono riuscita».

Giulia Michelini: “Carriera? Mi spaventa un pensiero nel mondo dello spettacolo”.

Riflettendo su ciò che non le piace del suo lavoro e, più in generale, del mondo dello spettacolo, ammette che un pensiero la spaventa: «Mi fa paura idealizzarlo, e non mi piace il pensiero di dover arrivare per forza da qualche parte, frequentare, uscire anche solo per farsi vedere, essere definita in base a quello che fai, una cosa che, per me, è un po’ inquietante e che, se non si è molto centrati, rischia di diventare distruttiva. Per questo sono sempre in cerca di un’altra prospettiva».

Il tema dell’apparenza, inevitabile nel suo mestiere, è qualcosa con cui ha dovuto fare i conti nel tempo. Lo racconta con ironia e sincerità: «Sì, c’è il rapporto con la bellezza, con un certo canone estetico, con l’età che avanza… tutte cose che ti accompagnano costantemente, anche dopo che hai chiuso la porta di casa… è come se, anche allora, dovessi continuare a stare per forza col palo nel c…, voglio dire impegnata in una performance costante».

Giulia Michelini: “Muccino? L’ho incontrato in palestra”

Ripercorrendo i suoi inizi, ricorda il primo incontro con Gabriele Muccino, avvenuto quasi per caso: «È stato casuale, ci siamo incrociati in una palestra, facevo ginnastica artistica, mi chiese di fare un provino per L’ultimo bacio, andai, ma non mi prese. Mi chiamò dopo, per Ricordati di me, è stata un’esperienza meravigliosa che ricordo con grande gioia. Gabriele è un amico, siamo rimasti sempre in contatto».

Quando le si chiede quale sia stato il suo incontro fondamentale, risponde con una sincerità disarmante: «È brutto se dico che non c’è ancora stato, sembro presuntuosa? La verità è che le cose le ho apprese nel quotidiano, guardando gli altri, forse non ho mai preso il mio lavoro con vera consapevolezza, se lo avessi fatto avrei costruito una carriera diversa. Ho vissuto la mia vita, ho lavorato con ingenuità e con semplicità».

Giulia Michelini: “Mio figlio? È stato difficile ma adesso c’è un bel rapporto”

La sua vita personale è stata segnata anche dalla maternità arrivata all’ultimo anno di liceo. «Sì, mio figlio ha appena compiuto 21 anni, è stato difficile, ma adesso il nostro rapporto è proprio bello. Studia filosofia, vorrebbe fare cinema, è entrato nell’Accademia Renoir, segue un corso di sceneggiatura. È molto centrato, più di quanto non fossi io alla sua età, è curioso, colto, ha una testa critica, va in profondità, non si ferma, a volte mi mette in difficoltà, tra noi c’è sempre un confronto stimolante».

La famiglia ha avuto un ruolo importante anche nella sua formazione etica e culturale: «Sì, loro gli Anni di piombo li hanno vissuti, a casa mia si è sempre parlato molto… quello del referendum, per esempio, è un argomento vivo, già da tanto tempo. I miei hanno contribuito a rendermi più attenta rispetto ai temi della giustizia e dell’ingiustizia».

Non è l’unica artista in famiglia, anche la sorella è artista: «Sì, Paola ha anche scritto un libro, Introversa, che è diventato uno spettacolo, è molto spinta sulla satira politica e sta avendo un grande seguito». Infine, immaginando una vita alternativa lontana dal set, confessa: «Sicuramente avrei lavorato con gli animali, magari avrei fatto la veterinaria. Amo gli animali, tutti, li salvo ovunque li trovi, ho sempre avuto cani, adesso, da tre anni, ho due gatti».

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