Mangiare sano riduce il rischio di declino cerebrale soprattutto nelle persone di mezza età. È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato sulla rivista JAMA Neurology, secondo cui seguire un’alimentazione equilibrata durante la mezza età è associato a un rischio inferiore di deterioramento cerebrale negli anni successivi.
La ricerca indica che la dieta Dietary Approaches to Stop Hypertension (DASH), già nota per i benefici sul cuore, offre la protezione più marcata per la salute cognitiva. Tuttavia, anche modelli alimentari orientati alla riduzione della glicemia o dell’infiammazione risultano collegati a un minor rischio di declino cognitivo.
Il team guidato dal professor Kjetil Bjornevik, della Harvard T.H. Chan School of Public Health, ha evidenziato che un maggiore consumo di verdure, pesce e un apporto moderato di vino contribuiscono alle associazioni positive osservate. Al contrario, carni rosse e lavorate, patate fritte e bevande zuccherate risultano associate a una cognizione più bassa.
Per l’analisi sono stati utilizzati i dati di tre ampi studi longitudinali su infermieri e operatori sanitari, per un totale di oltre 159.000 partecipanti. Ogni soggetto è stato valutato in base alla sua aderenza a sei modelli alimentari sani, tra cui la dieta DASH, il Plant-Based Healthy Diets Index, il Planetary Diet Index e l’Alternative Healthy Eating Index 2010. I punteggi ottenuti sono stati poi confrontati con la funzione cerebrale riferita in età avanzata.
I dati
I risultati mostrano che chi seguiva più fedelmente la dieta DASH presentava un rischio di deterioramento cerebrale inferiore del 41% rispetto a chi vi aderiva meno. L’associazione più forte è stata osservata tra i 45 e i 54 anni, fascia d’età in cui un punteggio elevato nella dieta DASH si lega maggiormente a un invecchiamento cerebrale sano.
Anche altre diete salutari hanno mostrato una riduzione del rischio, compresa tra il 24% e l’11%. Tra gli alimenti associati a un migliore invecchiamento cerebrale figurano verdure, frutta, pesce, vino, tè e condimenti per insalata, mentre patatine fritte, carni rosse e lavorate, uova, bevande zuccherate e dolci risultano collegati a un invecchiamento più marcato.
Secondo una dietista della Northwell Health di New York, non coinvolta nello studio, l’efficacia della dieta DASH potrebbe essere legata alla sua capacità di mantenere la pressione sanguigna sotto controllo. L’ipertensione, infatti, danneggia i vasi sanguigni, compresi quelli che irrorano il cervello, e una ridotta ossigenazione può favorire danni cellulari, declino cognitivo e un potenziale aumento del rischio di malattia di Alzheimer.
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