Cagnolina malata di cancro, imprenditore crea vaccino con l’intelligenza artificiale per curarla. Un imprenditore australiano ha creato un vaccino con l’intelligenza artificiale per curare la sua cagnolina malata di cancro cutaneo. Protagonista, Paul Coningham, imprenditore con esperienza nella gestione dei dati, ha utilizzato strumenti come ChatGPT e tecniche di sequenziamento genetico per sviluppare un vaccino personalizzato a RNA messaggero, impiegato nel trattamento della sua cagnolina Rosie, affetta da un tumore cutaneo canino.
Nel 2024, all’animale era stato diagnosticato un carcinoma a cellule mastocitarie, una forma di tumore piuttosto diffusa nei cani e considerata difficilmente curabile. Nonostante un intervento chirurgico e la chemioterapia avessero inizialmente rallentato la progressione della malattia, le condizioni della cagnolina avevano continuato a peggiorare, con un evidente deterioramento del pelo e una riduzione significativa della mobilità.
Di fronte a questo quadro, l’imprenditore ha deciso di ricorrere all’intelligenza artificiale, consultando ChatGPT e orientando la ricerca verso l’immunoterapia. Nel processo ha fatto riferimento anche a strutture accademiche specializzate in genomica. Utilizzando AlphaFold, un sistema sviluppato da Google DeepMind, è stato possibile prevedere le strutture tridimensionali delle proteine mutate, mentre ulteriori algoritmi di apprendimento automatico sono stati impiegati per individuare i neoantigeni più adatti.
I dati
I dati raccolti sono stati quindi condivisi con un istituto di ricerca specializzato, dove è stata sintetizzata la nanoparticella necessaria per il vaccino. La somministrazione è avvenuta nel dicembre 2024 da parte di una ricercatrice veterinaria autorizzata, nell’ambito di protocolli sperimentali approvati.
Già nel gennaio 2025 sono stati osservati i primi miglioramenti: il tumore si era ridotto della metà, il pelo dell’animale appariva più sano e la sua attività fisica era aumentata sensibilmente. Il ruolo dell’intelligenza artificiale si è rivelato fondamentale nel velocizzare le fasi di ricerca e sviluppo, che altrimenti avrebbero richiesto tempi molto più lunghi per la revisione manuale delle informazioni scientifiche.
Le procedure sperimentali in ambito veterinario seguono tuttavia iter differenti rispetto a quelle della medicina umana. I tempi di sperimentazione e approvazione risultano più brevi e possono consentire, come in questo caso, di passare dalla progettazione alla somministrazione in meno di due mesi. Diversamente, lo sviluppo di farmaci destinati all’uomo richiede anni per ottenere le necessarie autorizzazioni.
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