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Passeggera arrestata all’aeroporto di Bole: aveva mezzo chilo di cocaina nell’assorbente

Passeggera arrestata all’aeroporto di Bole: aveva mezzo chilo di cocaina nell’assorbente. Una passeggera è stata arrestata all’aeroporto di Bole (lo scalo internazionale di Addis Abeba, in Etiopia) con mezzo chilo di cocaina nascosto nell’assorbente. A riportare la notizia, ripresa da diversi media internazionali, è il Servizio nazionale di intelligence e sicurezza etiope (NISS), secondo cui la droga è stata individuata solo grazie a tecnologie avanzate di controllo aeroportuale.

L’episodio è avvenuto lo scorso giovedì, 19 marzo. La sospettata, una cittadina ugandese, è stata intercettata durante uno scalo su un volo tra il Malawi e le Filippine. Durante un controllo sono stati rilevati alcuni involucri contenenti 500 grammi di cocaina occultati in un assorbente igienico. Quindi è stata consegnata alla Polizia Federale Etiope che ha proceduto all’arresto.

La scorsa settimana, gli agenti dell’aeroporto etiope hanno inoltre intercettato altri 4 chilogrammi di cocaina e oltre 100 chilogrammi di khat su voli in partenza da Londra per il Kenya e dall’Italia per la Repubblica Democratica del Congo.

Cos’è il Khat

Il khat è una pianta originaria del Corno d’Africa e della Penisola Arabica, le cui foglie vengono masticate per ottenere un effetto stimolante. Contiene sostanze come cathinone e cathina, che hanno un’azione simile a quella delle anfetamine: aumentano lo stato di allerta, riducono la fame e possono dare una sensazione temporanea di euforia. Proprio per questi effetti, in alcune culture il consumo è tradizionale e socialmente accettato, ma questo non elimina i rischi legati al suo uso.

Le conseguenze negative possono essere molto serie. Sul piano fisico, il consumo prolungato può provocare tachicardia, ipertensione, disturbi gastrointestinali, perdita di peso e problemi dentali dovuti alla masticazione continua. A livello psicologico, l’uso abituale può portare a ansia, irritabilità, insonnia e, nei casi più gravi, episodi psicotici. Inoltre, il khat può creare una forma di dipendenza comportamentale che spinge a consumarlo sempre più spesso, con impatti significativi sulla vita sociale, lavorativa ed economica della persona.

Anche se il khat viene talvolta percepito come una sostanza “leggera”, i suoi effetti a lungo termine possono essere profondamente dannosi. La detenzione e il consumo sono vietati in alcuni paesi europei e in Arabia Saudita, ma è comunemente usato in Somalia, Etiopia, Yemen e Kenya.

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