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Cinema Finestra sulla scuola

Francesco Mandelli: “Cena di classe? Non è facile soprattutto per un motivo. Io al liceo ammesso agli esami per il rotto della cuffia”

Francesco Mandelli: “Cena di classe? Non è facile soprattutto per un motivo. Io al liceo ammesso agli esami per il rotto della cuffia”. Francesco Mandelli su Cena di classe, e non solo. L’attore e comico lombardo, 46 anni, è regista e interprete del film (nelle sale dal 26 marzo). Ne parla in una intervista a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.

Francesco Mandelli racconta che, in Cena di classe, il punto di partenza è stato decisamente insolito: non un romanzo né una biografia, ma una canzone dei Pinguini Tattici Nucleari. «Andrea Pisani, che è nel cast, è molto amico di Riccardo Zanotti, voce della band. Con Roberto Lipari, altro interprete e autore del film, ha ascoltato la canzone “Cena di classe”: dentro ci hanno visto il soggetto per un film. Cercavano un regista e hanno chiesto a me: mi è sembrata una figata». Da qui è iniziato il lavoro di adattamento, un processo che Mandelli descrive come complesso e stimolante.

Racconta infatti che «Non è facile espandere tre minuti di un brano e renderlo un film di un’ora e mezza: innanzitutto bisognava tirar fuori tutto rispettando l’estetica dei Pinguini». La difficoltà principale era trovare un equilibrio tra comicità e malinconia, perché «la canzone non è del tutto leggera: i 35 anni non sono facili, i personaggi sono tutti arrovellati nei loro problemi». Per questo serviva una commedia con un tono più intimo, sulla scia di «“Compagni di scuola”, “Il grande freddo” o i film di Aldo Giovanni e Giacomo».

Francesco Mandelli: “Cena di classe? Non è facile soprattutto per un motivo”

Il regista spiega che il film parla anche della disillusione di una generazione. «Volevamo fare un film per i millennial (i nati tra i primi Anni 80 e il 1996, ndr), ma la verità è che, dopo i 30 anni, la nostalgia della scuola prende tutti. Sarà che il ricordo dell’adolescenza è qualcosa che porti dentro di te per tutta la vita». Un tema che ha ritrovato con forza quando è tornato fisicamente tra i banchi per le riprese.

Mandelli ricorda infatti l’impatto emotivo del set: «Abbiamo scelto il liceo Pietro Verri di Milano e il primo impatto è stato una botta emotiva. Ho 46 anni e una figlia di 11, eppure sono stato subito investito dai ricordi di scuola: le chiacchiere in corridoio, i cambi dell’ora… Girare in un liceo ci ha trasformati tutti in veri compagni di classe che non fanno un film, ma un compito di gruppo». Un ritorno al passato che lo ha portato a riflettere anche sulla sua esperienza personale.

Del suo liceo conserva un ricordo positivo: «Positivo. Sono contento di aver fatto il liceo scientifico, ma non vorrei mai tornare agli anni della scuola. Ancora oggi la domenica pomeriggio tiro un sospiro di sollievo perché il giorno dopo non devo andare in classe».

Francesco Mandelli: “Io al liceo ammesso agli esami per il rotto della cuffia”

Tra le materie, una spiccava su tutte grazie a un professore speciale: «Avevo un professore d’italiano e latino davvero eccezionale, Gaetano Tentorio. Studiavamo le ultime due ore del sabato con lui, che sapeva benissimo che a quell’ora noi ragazzi eravamo praticamente cotti. Un sabato al mese allora ci portava in aula-video a vedere film cult come “L’odio” e “Malcolm X”. Quindi la mia materia preferita direi che erano le due ore del sabato del Tentorio».

Ripensando alla maturità, Mandelli sorride ricordando un periodo caotico e pieno di imprevisti: «Era il 1998, l’estate dei Mondiali di calcio. Ero stato ammesso agli esami per il rotto della cuffia, perché quell’anno avevo iniziato a lavorare a Mtv e non badavo troppo alla scuola». La seconda prova, matematica, fu un ostacolo quasi insormontabile: «La seconda prova era matematica, ma a me sembrava babilonese. A un certo punto qualcuno mise i bigliettini con le risposte nei bagni e non riuscivo a decifrare nemmeno quelli (ride). Sono uscito con 37 su 60!».

Dopo l’esame arrivò il viaggio della maturità, un ricordo dolce e oggi anche un po’ doloroso: «Eravamo io, la mia fidanzatina del tempo e un paio di amici a casa di mia nonna, in Sardegna: è stato bellissimo. Uno di loro è venuto a mancare tre anni fa. Era il più figo della classe: nel film ho cercato di mettere anche un po’ di lui» (Foto Francesco Mandelli Instagram).

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