Blanco: “Nel nuovo album racconto momenti complicati. Droghe? Non farò gli stessi errori. E sulla reazione a Sanremo…”. Blanco sul nuovo album «Ma’» (in uscita oggi, venerdì 3 aprile), la reazione a Sanremo, e non solo. Il cantautore bresciano, 23 anni, parla a cuore aperto in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.
Blanco presenta il suo nuovo album, Ma’, come un lavoro di autocoscienza più che di compiacimento autodistruttivo, spiegando che «Sto uscendo da quel tunnel, io sto facendo pulizia. Nel disco racconto momenti complicati. Ma c’è anche speranza. In fondo nella vita ogni volta che muori è anche una rinascita. In questi tre anni ci sono momenti di up e momenti di down. Insomma, sono stato anche bene». Da qui parte un racconto che intreccia fragilità, crescita e consapevolezza.
Blanco: “Nel nuovo album racconto momenti complicati”
Parlando del brano dedicato a sua madre, drammatico anche nell’atmosfera sonora, sottolinea quanto quelle parole nascano da un’urgenza emotiva: «Io non mi voglio bene. Questa vita fa schifo». Aggiunge poi che «Sono cose che ho dentro, come la rabbia ad esempio. Ma con quella ho fatto male solo a me e mai ad altri. In studio stavamo lavorando a una canzone che parlava di un’altra persona, ma quel giorno continuavo a uscire dalla sala per litigare al telefono con mia mamma. Ho girato la canzone». Il processo creativo, dunque, si intreccia direttamente con la sua vita quotidiana e con i conflitti più intimi.
Quando emerge il tema delle «droghe come diversivi» citate in Fuori dai denti, Blanco preferisce non tornare su quel passato, limitandosi a dire: «Non voglio tornare indietro nel tempo». Il discorso si sposta così sul baratro e sulla fede, e lui racconta come sta oggi: «Sto bene. Felice, però so che la felicità dura poco. Non voglio rifare gli stessi errori. Con “Blu celeste”, primo album, mi vedo sospeso, con “Innamorato” ero in alto, in queste canzoni mi vedo in basso. Ma in quei momenti Dio ti tende la mano».
Alla domanda sulla fede, chiarisce la sua posizione personale: «Credo che ci sia qualcosa di più grande, ma non credo nella sua standardizzazione in un dio o in un altro. Abbiamo in mano quasi tutto, poi c’è qualcosa di inspiegabile che resta inspiegabile». Una spiritualità non convenzionale, che accompagna però il suo percorso.
Blanco: “Droghe? Non farò gli stessi errori”
Si torna poi all’episodio di Sanremo 2023, quello delle rose distrutte sul palco, che lui ricorda senza filtri: «Niente di programmato, c’è stato un problema tecnico e ho avuto una reazione da ragazzo di 20 anni che non ha saputo gestire la cosa. Non sono pentito, vorrei arrivare a 80 anni senza pentirmi di nulla, ma ho capito che era un errore fare una cosa così su quel palco». Un momento che oggi rilegge con lucidità, senza rinnegare ma riconoscendo l’errore.
Infine, ripercorrendo il suo debutto nell’estate 2020 e il passaggio agli stadi nel 2023 — senza essere passato prima dai palazzetti, che affronterà per la prima volta questa primavera — affronta anche il tema del mancato sold out e delle critiche sulla musica che corre troppo. La sua risposta resta diretta: «Non me ne frega… Se hai l’opportunità di fare 1.000 è giusto provare, poi magari sbagli, ma impari anche. Oggi l’errore non è accettato. Mi sono fatto del male da solo, ma credo sia figo anche sbagliare. Mi ha colpito leggere, su consiglio di un amico, Il segreto della libertà e del successo di Napoleon Hill che racconta i fallimenti di uomini e donne di successo». Un modo per ribadire che il fallimento, per lui, è parte del percorso.
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