Il digiuno intermittente può essere un prezioso alleato contro gli squilibri ormonali femminili, aiutando a gestire i sintomi di una condizione ormonale che colpisce quasi 1 donna su 5. Secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Illinois-Chicago, pubblicato sulla rivista Nature Medicine, questo tipo di digiuno rappresenta uno strumento utile per intervenire neu casi di sindrome dell’ovaio policistico.
La ricerca evidenzia come la perdita di peso associata a questo regime alimentare sia collegata a una riduzione dei livelli di testosterone, un fattore che nel tempo potrebbe contribuire al miglioramento dei sintomi della patologia.
La sindrome dell’ovaio policistico è caratterizzata da una produzione insufficiente di ormoni femminili necessari per l’ovulazione, condizione che porta alla formazione di cisti ovariche e a un aumento degli ormoni maschili come il testosterone. Livelli elevati di questi ultimi sono associati a disturbi quali ciclo mestruale irregolare, aumento di peso e infertilità.
Secondo i ricercatori, uno dei metodi più efficaci per ridurre il testosterone consiste nella perdita di peso. Anche una diminuzione pari al 5% del peso corporeo può incidere positivamente, riducendo la necessità di ricorrere a trattamenti farmacologici. Il digiuno intermittente, che limita l’assunzione di cibo a una finestra giornaliera di sei-otto ore, si inserisce tra le strategie possibili, nonostante le perplessità di alcuni esperti riguardo ai suoi effetti sull’equilibrio ormonale femminile.
I dati
Lo studio ha coinvolto 76 donne con PCOS, suddivise in tre gruppi: uno ha seguito il digiuno intermittente, un altro ha adottato una dieta basata sul conteggio delle calorie, mentre il terzo ha mantenuto le abitudini alimentari usuali. Entrambi i gruppi a dieta hanno ridotto l’apporto calorico di circa 200 calorie al giorno, registrando una perdita media di circa 4,5 chilogrammi nell’arco di sei mesi.
I risultati mostrano che sia il digiuno intermittente sia la restrizione calorica hanno portato a una diminuzione dei livelli di testosterone. Tuttavia, solo il digiuno intermittente ha determinato una riduzione dell’indice di androgeni liberi, parametro che indica la quantità di testosterone attivo disponibile nei tessuti.
Nonostante non siano stati osservati miglioramenti immediati nei sintomi come le mestruazioni irregolari, i ricercatori ritengono che effetti positivi possano emergere con una maggiore durata del trattamento. Inoltre, una larga parte delle partecipanti che hanno seguito il digiuno intermittente ha espresso l’intenzione di continuare questo regime alimentare nel tempo.
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