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Salute

Lasciare il cellulare vicino al letto contribuirsce a modificare gli orari del sonno e a ridurne la qualità

Lasciare il cellulare vicino al letto contribuirsce a modificare gli orari del sonno e a ridurne la qualità. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica JAMA Network Open ha analizzato il rapporto tra uso degli schermi elettronici prima di dormire e qualità del sonno negli adulti, evidenziando come questa abitudine possa essere associata a notti più brevi e a un peggioramento del riposo.

La ricerca si è basata su un ampio campione di 122.058 partecipanti adulti coinvolti nel progetto epidemiologico Cancer Prevention Study‑3, uno dei grandi studi di coorte condotti negli Stati Uniti per analizzare i fattori che influenzano la salute nel lungo periodo. L’obiettivo principale dello studio era comprendere se l’utilizzo di dispositivi elettronici nell’ora che precede il sonno fosse associato a cambiamenti nella durata del riposo, negli orari in cui si va a dormire e nella qualità del sonno percepita.

I ricercatori hanno analizzato i dati raccolti tramite un questionario somministrato nel 2018, nel quale i partecipanti indicavano con quale frequenza utilizzavano dispositivi come smartphone, tablet o computer prima di andare a letto. Inoltre, sono state raccolte informazioni sugli orari di addormentamento e di risveglio, sia nei giorni lavorativi sia nei giorni non lavorativi, oltre a una valutazione soggettiva della qualità del sonno.

I dati

I risultati mostrano che l’uso quotidiano degli schermi prima di dormire è piuttosto diffuso. Circa il 41,2 per cento dei partecipanti ha dichiarato di utilizzare un dispositivo elettronico ogni sera nell’ora che precede il sonno, mentre il 17,4 per cento ha riferito di non farlo mai. Dall’analisi statistica è emerso che chi usa uno schermo prima di dormire tende ad avere una qualità del sonno peggiore rispetto a chi non lo utilizza. In particolare, l’uso quotidiano dei dispositivi è stato associato a una probabilità più alta del 33 per cento di riportare un sonno di scarsa qualità.

Lo studio ha rilevato anche differenze nella durata del sonno. Le persone che utilizzano dispositivi elettronici prima di dormire dormono in media alcuni minuti in meno ogni notte rispetto a chi non li usa. Nei giorni lavorativi la differenza media è risultata di circa 7,6 minuti in meno per notte. Nel corso di una settimana questa riduzione si traduce complessivamente in circa 50 minuti di sonno in meno.

Secondo gli autori, uno dei motivi principali riguarda la luce emessa dagli schermi. I dispositivi moderni utilizzano LED che producono luce nella banda blu dello spettro, particolarmente efficace nel ritardare il rilascio di melatonina, l’ormone che segnala al cervello che è il momento di dormire. L’esposizione a questa luce nelle ore serali può quindi ritardare l’addormentamento e alterare il ritmo circadiano, cioè l’orologio biologico che regola i cicli di sonno e veglia.

Il cronotipo

Un elemento interessante emerso dalla ricerca riguarda il cosiddetto cronotipo, cioè la predisposizione naturale di una persona a essere più attiva al mattino o alla sera. Gli effetti negativi dell’uso degli schermi sono risultati più marcati nelle persone con cronotipo serale, che tendono già ad andare a dormire più tardi e possono quindi essere più vulnerabili alle interferenze degli schermi.

I risultati suggeriscono che abitudini molto diffuse, come lasciare il cellulare vicino al letto o utilizzare dispositivi elettronici prima di dormire, possono contribuire a modificare gli orari del sonno e a ridurne la qualità. Anche lasciare il cellulare vicino al letto può aumentare la tentazione di controllare notifiche o contenuti nelle fasi immediatamente precedenti all’addormentamento, prolungando l’esposizione alla luce degli schermi.

Gli autori sottolineano che lo studio è di tipo osservazionale e quindi non dimostra un rapporto di causa ed effetto diretto. Tuttavia, la dimensione molto ampia del campione e l’analisi di diversi aspetti del sonno rafforzano l’ipotesi che l’uso degli schermi prima di dormire possa contribuire alla riduzione della durata e della qualità del riposo negli adulti.

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