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Usa, anonimo manda la SWAT alla festa di compleanno di un influencer: scoppia il finimondo

Usa, anonimo manda la SWAT alla festa di compleanno di un influencer: scoppia il finimondo. Un anonimo manda la SWAT alla festa di compleanno di un influencer che si stava celebrando in una discoteca e fa evacuare centinaia di persone. È successo domenica 5 aprile a Los Angeles, in California (Usa). La festa è stata interrotta dall’irruzione delle forze speciali intervenute in seguito a un falso allarme bomba.

L’episodio rientra nella pratica dello “swatting”, ovvero la segnalazione falsa di un’emergenza alle forze dell’ordine con l’obiettivo di provocare l’intervento di unità speciali in luoghi dove non esiste alcun pericolo reale. In questo caso, la chiamata ha portato all’evacuazione di centinaia di persone presenti nel nightclub situato nei pressi dell’incrocio tra Silver Lake Boulevard e Sunset Boulevard.

Dopo l’arrivo delle forze dell’ordine, l’edificio è stato sottoposto a un’accurata perquisizione, al termine della quale non è stata trovata alcuna traccia di dispositivi sospetti. Le autorità hanno quindi confermato che si trattava di un falso allarme. È stato redatto un rapporto per falsa segnalazione di emergenza, ma al momento non sono stati effettuati arresti e non è disponibile una descrizione del responsabile.

Evacuate centinaia di persone

Durante l’evacuazione non è chiaro se ci siano stati feriti, anche se è stato segnalato che almeno una persona ha ricevuto assistenza medica per una lesione a un occhio, probabilmente avvenuta nel contesto di una rissa. L’evento interrotto era una festa per il compleanno di uno streamer, noto sui social, che aveva organizzato la celebrazione nel locale. Il giorno successivo, lo stesso ha condiviso sui social immagini della serata, ringraziando per gli auguri ricevuti.

L’episodio non è isolato. Circa un mese prima, lo stesso influencer era stato coinvolto in un altro caso simile all’interno di un centro commerciale, dove una falsa segnalazione aveva portato all’intervento della polizia dopo una chiamata che parlava della presenza di un’arma da fuoco e di minacce rivolte a un cliente.

In quell’occasione, mentre era impegnato in una diretta streaming durante una sessione di shopping, la struttura era stata temporaneamente chiusa per consentire una perquisizione completa. Anche allora non erano stati individuati sospetti né confermate minacce reali, e le autorità avevano concluso che si trattava con ogni probabilità di uno scherzo.

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