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Ditonellapiaga: “Fidanzato? È sempre al mio fianco. Che fastidio nata dopo una discussione e insieme alla terapia”

Ditonellapiaga: “Fidanzato? È sempre al mio fianco. Che fastidio nata dopo una discussione e insieme alla terapia”. Ditonellapiaga sul fidanzato, il successo di ‘Che fastidio’ dopo Sanremo, la terapia, e non solo. La cantautrice romana, 29 anni, si racconta in una intervista a ‘Io Donna’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.

Ditonellapiaga ripercorre i momenti in cui ha dovuto dire dei “no” importanti, spiegando come queste scelte abbiano contribuito a definire la sua identità artistica. Racconta che «Per seguire la mia identità, oltre ad aver rifiutato di scegliere tra una delle due versioni proposte, il “no” più potente l’ho detto a chi mi suggeriva di cambiare nome d’arte solo perché a qualcuno non piaceva. Se un giorno mi stuferà, lo cambierò. Ma se l’avessi fatto adesso, probabilmente mi sarei guardata allo specchio senza serenità. Che fastidio!, per esempio, è nata dopo una discussione con i miei discografici». Da qui si passa naturalmente al successo del brano, che lei stessa non aveva previsto: «Non mi aspettavo nemmeno che venisse preso a Sanremo. Pensavo potesse essere un pezzo estremamente divisivo a causa delle sonorità acide e poco accoglienti. Invece avevo sottovalutato la potenza di un testo che, in realtà, accomuna moltissime persone».

Ditonellapiaga: “Che fastidio nata dopo una discussione e insieme alla terapia”

Un altro tema che ha generato discussioni è stato l’uso di Miss Italia come titolo del disco e di un brano, scelta che ha portato a qualche incomprensione con lo staff del concorso. Ditonellapiaga chiarisce la sua posizione: «Credo sia per questioni legali, ma da parte nostra ci sentiamo nel giusto perché è stato scelto solo per finalità artistiche. Sia il pezzo sia il disco parlano di me e del rapporto con l’essere vincente. Non denigro Miss Italia, ma anzi racconto le fragilità che possono esserci anche dietro a chi è bellissima. Perfino le persone sempre sorridenti e perfette possono avere una sofferenza interiore».

Il tema della fragilità ritorna anche nei suoi testi, come nelle frasi «Non si aggiusta fuori/ ciò che è rotto dentro» e «Mi sono rotta/ e pian piano mi ricompongo», che introducono il percorso personale affrontato durante la scrittura del disco: «La scrittura del disco è coincisa con la decisione di andare in terapia. Non avevo mai vissuto un momento così emotivamente difficile, la musica non era più divertimento. Mi ero fissata più su come dovevo essere che su come volevo essere: con il disco e quel percorso sono riuscita a ricostruirmi per quella che sono davvero. Ho conosciuto i bassi, ora ci sono gli alti. E so che le cose possono cambiare: per questo la terapia mi aiuta a tenere insieme i pezzi. Ringrazio quel momento di crisi, perché mi ha permesso di definire la mia identità, capire cos’è importante nel mio lavoro, comprendere che cosa esprimo con più originalità: la teatralità, l’ironia e un po’ di sensualità da cabaret».

Ditonellapiaga: “A scuola ero sempre la protagonista degli spettacoli”

Il suo rapporto con il palco affonda le radici nell’infanzia, come racconta ricordando la serata delle cover a Sanremo, vinta insieme a TonyPitony con The Lady is a Tramp: «Da bambina mi mettevo in posa davanti alla telecamera. A scuola ero sempre la protagonista degli spettacoli. I miei si dovettero sorbire perfino delle recite in tedesco. Era il periodo di Glee, il telefilm su un gruppo di ragazzi socialmente esclusi che trovano riscatto nel canto. Ho studiato recitazione: mi piace essere un po’ teatrale, anche nelle canzoni».

La musica, invece, è entrata nella sua vita in modo più graduale: «Che mi piaceva l’ho capito nel periodo con gli scout. Ma lì “essere brava” significava essere quella che cantava più forte degli altri. Decisi di lasciarli per frequentare una scuola di canto: per imparare a non urlare ho dovuto ripetere La notte di Arisa per tre mesi». Da quel momento sono arrivate le jam session, le prime collaborazioni e l’incontro con Alessandro Casagni, «il batterista della mia band dell’epoca, è diventato il mio produttore», oltre alla sintonia creativa con Edoardo Castroni, «con cui ho scritto Che fastidio! Invece i testi degli altri brani li ho scritti da sola».

Ditonellapiaga: “Fidanzato? È sempre al mio fianco”

Guardando alla sua generazione, Ditonellapiaga sente l’urgenza di dare voce a temi che la riguardano da vicino: «Voglio sdoganare l’importanza di essere una donna a capo di un team: siamo ancora una minoranza a ricoprire posizioni da leader. E poi il fatto di non sentirsi adeguati perché non si rientra in certi canoni: è successo anche a me. I social ci espongono a un confronto continuo. Nelle mie canzoni c’è un grande senso di libertà: spero sia uno spunto di riflessione per chi mi ascolta, come la comunità Lgbtqia+, che rappresenta l’80 per cento di chi mi segue».

Proprio la libertà è un concetto centrale per lei: «Senza entrare in ambito politico, mi sento veramente libera quando non mi sento giudicata. Né da me, né dagli altri. Questa cosa genera in me spontaneità, autenticità, leggerezza».

Anche nella vita privata sceglie la discrezione, pur riconoscendo il valore del sostegno ricevuto dal suo compagno: «Stare con una persona che canta, come me, può non essere facile per ragioni di gelosia, di tempo che non si passa insieme o di successo, incluso quello economico. Soprattutto se fai altro. Invece lui è sempre al mio fianco, sia per darmi suggerimenti, sia quando sono in difficoltà. Vuole solo il mio bene. Non tutti i partner sono così».

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