Home » Sorpresa durante la TAC di mummia di un bambino egizio: spunta la ‘carta d’identità’ sotto le bende
News

Sorpresa durante la TAC di mummia di un bambino egizio: spunta la ‘carta d’identità’ sotto le bende

Sorpresa durante la TAC di mummia di un bambino egizio: spunta la ‘carta d’identità’ sotto le bende. Una scoperta destinata a cambiare il modo in cui vengono studiate le antiche pratiche funerarie egizie arriva da Breslavia, dove un team internazionale di ricercatori ha analizzato una mummia risalente a circa duemila anni fa.

Al centro dell’indagine, condotta con tecnologie di imaging avanzate, vi è un elemento inatteso: un oggetto nascosto sotto le bende del torace, probabilmente un papiro, che potrebbe custodire l’identità del piccolo defunto, una sorta di carta d’identità. Si tratta della mummia di un bambino egizio, rimasta per oltre un secolo quasi ignorata in una collezione museale.

Il reperto giunse in città nel 1914, quando ancora Breslavia faceva parte della Germania, grazie all’acquisizione da parte di Adolf Bertram, che lo inserì in una raccolta poi confluita nell’attuale Museo Arcidiocesano. Le vicende storiche del Novecento, tra cui la Seconda Guerra Mondiale e la perdita di numerosi archivi, hanno reso difficile ricostruire con precisione la provenienza della mummia, contribuendo a mantenerne il mistero.

Solo nel 2023, su impulso dell’arcivescovo Józef Kupny, è stato avviato il primo studio sistematico dei resti, affidato agli esperti dell’Università di Breslavia. L’analisi, basata su tomografia computerizzata e radiografie, ha permesso di esplorare l’interno della mummia senza comprometterne l’integrità, offrendo una ricostruzione tridimensionale dettagliata.

Il bimbo di 8 anni

I risultati hanno confermato che i resti appartengono a un bambino di circa otto anni, determinazione resa possibile soprattutto dall’osservazione dello sviluppo dentale. Le misurazioni indicano una lunghezza complessiva di 123 centimetri e una larghezza di poco superiore ai 28 centimetri all’altezza delle spalle. Alcune parti del volto risultano visibili a causa della rimozione di parte delle bende, e mostrano tracce scure riconducibili ai fluidi utilizzati durante l’imbalsamazione.

Le scansioni hanno inoltre rivelato dettagli significativi sulle tecniche di mummificazione adottate. Il cervello era stato rimosso attraverso la cavità nasale e la maggior parte degli organi interni era stata asportata, pratiche tipiche di determinati periodi dell’antico Egitto. L’imbalsamazione appare accurata ma non particolarmente lussuosa, suggerendo che il bambino appartenesse a un contesto sociale non elevato, pur beneficiando di rituali funerari ben codificati.

La scoperta più sorprendente resta tuttavia quella dell’oggetto collocato sul petto. Le immagini indicano che potrebbe trattarsi di un papiro arrotolato, forse contenente il nome del bambino o formule rituali destinate a proteggerlo nell’aldilà. Non si esclude che possa essere invece un amuleto, inserito con funzione apotropaica secondo le credenze religiose dell’epoca tolemaica. In ogni caso, la presenza di questo elemento apre nuove prospettive di ricerca.

I rischi

L’accesso diretto all’oggetto è attualmente impedito dalla fragilità del cartonnage che lo ricopre. Qualsiasi tentativo di rimozione comporterebbe rischi elevati per la conservazione sia della mummia sia del reperto nascosto. Per questo motivo, gli studiosi stanno valutando metodi alternativi che consentano di analizzarlo senza danneggiarlo, puntando su tecniche sempre più sofisticate.

Nonostante i progressi, resta irrisolto il mistero della causa della morte. Le indagini non hanno evidenziato traumi evidenti né segni chiari di patologie specifiche, lasciando aperta ogni ipotesi. Questo elemento contribuisce a rendere la vicenda ancora più affascinante, sottolineando quanto le mummie possano ancora offrire alla ricerca scientifica.

Il caso di Breslavia dimostra come reperti conservati da decenni nei musei possano nascondere informazioni preziose, pronte a emergere grazie alle nuove tecnologie. La combinazione tra conservazione e innovazione continua a restituire frammenti di storia, trasformando oggetti silenziosi in testimonianze vive del passato (foto generata da IA).

Seguici anche su Facebook. Clicca qui

Loading...
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com