Pizze a domicilio a ripetizione, attivista anti-immigrazione bloccato in casa dalle consegne continue. Un attivista anti-immigrazione riceve pizze a domicilio a ripetizione da quattro mesi ed è bloccato in casa dalle consegne continue e dal timore per la propria incolumità. Inoltre, i burloni anonimi gli hanno anche messo dello stucco nelle serrature.
La vicenda riguarda un membro del gruppo anti-immigrazione The Oxfordshire Patriots, che ha raccontato all’Oxford Mail di essere vittima di una serie di molestie iniziate lo scorso dicembre. Secondo quanto riferito, l’uomo ha dovuto contattare numerosi ristoranti italiani per chiedere ai fattorini di non consegnare più ordini al suo indirizzo di Oxford, dopo che ignoti continuavano a inviare pizze a domicilio a suo nome, con importi variabili tra 21 e 38 sterline.
L’attivista sostiene inoltre che gli stessi responsabili abbiano inserito dello stucco nelle serrature della sua abitazione, provocando danni significativi. Ha spiegato che la porta è stata ricoperta di colla e che lui e la moglie sono stati costretti a sfondarla per entrare. Il comune, secondo il suo racconto, avrebbe dovuto installare cinque nuove serrature in un solo mese, con un costo complessivo stimato tra 5.000 e 6.000 sterline.
Lamentele contro la polizia
Nonostante l’installazione di telecamere di videosorveglianza sul fronte e sul retro della casa, l’uomo afferma di sentirsi ancora intrappolato e teme un’escalation degli atti di sabotaggio. Ritiene inoltre che la polizia locale non stia affrontando adeguatamente il caso a causa della sua appartenenza agli Oxfordshire Patriots.
All’Oxford Mail ha dichiarato che gli agenti non avrebbero mai effettuato visite di supporto né tentato di identificare i responsabili, nonostante lui si consideri una persona vulnerabile. A suo dire, anche funzionari comunali, consiglieri e il deputato locale gli avrebbero suggerito che le molestie potrebbero essere legate alla sua militanza politica.
Secondo The Cherwell, gli Oxfordshire Patriots si definiscono un gruppo impegnato a “proteggere i valori, la storia e la cultura britannica” attraverso “proteste e marce pacifiche organizzate”. La polizia della Thames Valley, interpellata dall’Oxford Mail, ha confermato di aver aperto un’indagine sulle molestie avvenute tra il 25 dicembre e il 6 aprile, precisando di aver parlato più volte con la vittima, fornito consigli sulla prevenzione dei reati e pattugliato l’area.
Ha inoltre sottolineato che non è stata presentata una denuncia formale e ha invitato gli interessati a utilizzare la procedura ufficiale di reclamo, che prevede un esame approfondito e aggiornamenti costanti al denunciante.
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