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Cronaca

Bimbo di due anni dato in affidamento: strangolato dal fratellastro con una molla per capelli

Bimbo di due anni dato in affidamento: strangolato dal fratellastro con una molla per capelli. Un bimbo di due anni dato in affidamento a una famiglia è stato strangolato dal fratellastro adolescente con una molla per capelli, poche settimane dopo l’arrivo nella sua nuova casa. L’agghiacciante vicenda è avvenuta a San Jose, nello Stato americano della California.

L’adolescente, minorenne all’epoca dei fatti, è accusato di omicidio, violenza sessuale e lesioni aggravate con un elastico per capelli. Il piccolo, soprannominato “Baby Jaxon”, è stato ritrovato morto il 9 aprile 2026, dopo essere stato trovato il 5 aprile nella culla con l’elastico intorno al collo, pieno di lividi e ferite. Le indagini hanno rivelato aggressioni ripetute, sia fisiche che sessuali, dal momento dell’affidamento a febbraio alla madre dell’adolescente, nonostante la donna avesse precedenti condanne per maltrattamenti su minore e guida in stato di ebbrezza.

Il procuratore distrettuale ha definito il caso “terribile e orribile”, esprimendo dolore per la terza morte di un minore affidato dal 2023. “Siamo rimasti con il cuore spezzato e seri interrogativi su chi si prendesse cura della sicurezza di questi bambini estremamente vulnerabili”, ha dichiarato, aggiungendo che l’ufficio parlerà a nome delle piccole vittime in cerca di giustizia. La Procura sta cercando di trasferire il processo dal tribunale dei minori a quello per adulti, dove l’imputato rischierebbe anni di carcere, contro i sette anni possibili in una struttura per minori.

La denuncia della zia

La zia del bambino, residente in Arizona, ha denunciato l’affidamento come “assolutamente inaccettabile”: la contea non avrebbe protetto il piccolo, preso in custodia dopo la morte della madre per abuso di alcol nel 2025. Il bimbo aveva vissuto con un’altra famiglia affidataria e il nonno materno, ma la famiglia della zia era stata esclusa per distanza dal padre biologico, cugino della tutrice.

La tutrice aveva condanne del 2014 per aver messo in pericolo un minore guidando ubriaca con la figlia a bordo, più precedenti per guida in stato di ebbrezza nel 2011 e 2020. Esperti del Consiglio per la prevenzione degli abusi hanno criticato i servizi sociali: “È fondamentale verificare se il collocamento è sicuro e se i residenti soddisfano i bisogni del bambino. Erano a conoscenza dei precedenti?”.

I servizi per la famiglia e l’infanzia indagano sul caso, definito “profondamente preoccupante”, promettendo risultati pubblici. I dettagli restano riservati per la minore età dell’imputato (foto generata da IA).

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