Condannato per l’omicidio della figlia neonata ma era innocente, dopo 26 anni la verita: la piccola morì per una polmonite. Un uomo condannato per l’omicidio della figlia neonata, è stato scagionato dopo 26 anni perché si è scoperto che la piccola morì per una polmonite. Stephen Martinez, residente a Denver, era stato ritenuto responsabile della morte della figlia Heather Mares nel 2000, come riportato da 9News e CBS News sulla base di documenti giudiziari e del verbale di arresto.
I fatti risalgono al 17 ottobre 1998, quando Martinez contattò il numero di emergenza 911 segnalando che la bambina stava soffocando. All’arrivo degli agenti, venne riscontrata una frattura cranica sul corpo della piccola, mentre lenzuola insanguinate furono rinvenute all’interno di una lavatrice. Nel corso delle indagini, l’uomo dichiarò di aver scosso la neonata mentre piangeva e di averle urtato la testa contro la culla, sostenendo tuttavia che si trattasse di un incidente, secondo quanto emerge dagli atti del tribunale e da 9News.
A seguito del processo, Martinez fu condannato all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale. Tuttavia, martedì 21 aprile, il giudice di Denver Andrew Luxen ha annullato la condanna sulla base di nuove prove presentate dal Korey Wise Innocence Project, che indicavano come causa della morte complicazioni legate a una polmonite, come riferito dall’Associated Press. Il giudice ha quindi disposto l’immediato rilascio dell’uomo.
La legge che consentì la condanna
All’epoca della condanna, una recente legge del Colorado aveva consentito di contestare a Martinez l’omicidio di primo grado invece del reato minore di maltrattamenti su minore con esito mortale, secondo quanto riportato dall’AP. Nonostante la decisione del tribunale, la famiglia della bambina, inclusi Kim Estrada e Chris Mares, continua a sostenere la responsabilità dell’uomo.
Il procuratore distrettuale di Denver, John Walsh, ha dichiarato in un comunicato che diversi esperti medici hanno messo in discussione le conclusioni iniziali, evidenziando anche i dubbi espressi recentemente dal medico legale che eseguì l’autopsia nel 1998. Walsh ha inoltre precisato che l’ufficio non si è opposto alla revisione del caso, ritenendo non più sostenibile l’accusa oltre ogni ragionevole dubbio, come riportato dall’Associated Press (foto generata da IA).
Seguici anche su Facebook. Clicca qui
Leggi anche:
Sbatte con la testa a terra una bambina autistica di 8 anni: insegnante 29enne arrestata per maltrattamenti












Aggiungi Commento