Elena Sofia Ricci: “Le False confidenze? Quel pregiudizio è ancora attuale. Con I Cesaroni saremmo potuti diventare ricchi”. Elena Sofia Ricci su Le False confidenze, e non solo. L’attrice fiorentina, 63 anni, è a Teatro con lo spettacolo scritto nel 1735 da Marivaux. Ne parla in una intervista a ‘Il Giornale’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.
Elena Sofia Ricci: “Le False confidenze? Quel pregiudizio è ancora attuale”
Elena Sofia Ricci è in scena con Le false confidenze, il testo del 1735 di Marivaux, e racconta come il suo personaggio finisca per innamorarsi di un uomo più giovane proprio grazie alle «false confidenze» che lui le rivolge. Riflettendo su questo aspetto, sottolinea quanto il tema resti attuale: «E questo è ancora oggi di assoluta attualità. Se nel ’700 per una donna matura innamorarsi d’un giovane era disdicevole, il pregiudizio ancora resiste per quelle di oggi. Sono sincera: io stessa ho criticato gli amori giovanili di qualche mia amica. Io stessa, nei panni di Araminte, penserei Non si fa, Non sta bene. Ma lei arriva a rivendicare la libertà di amare. E di rifiutare le convenzioni sociali». Da qui si apre una riflessione più ampia sul peso dei condizionamenti sociali e sulla loro persistenza.
Un ulteriore collegamento con il presente emerge nella battuta «Un po’ di gelosia è necessaria». Ricci spiega come questa frase appartenga a un personaggio che tenta di convincere Araminte a sorvolare sulla gelosia di uno spasimante, ma la protagonista rifiuta questa logica, ancora oggi molto diffusa. «Sì: la dice il personaggio che cerca di convincere Araminte a soprassedere sulla gelosia d’uno spasimante. Ma lei non tollera questo modo di ragionare, ancora ai giorni d’oggi così diffuso. Non vuole scambiare l’amore per il possesso. Certo: non arriva subito a capire il proprio cuore; rimane disorientata, quasi non lo sentisse. Come nella poesia di Stefano Benni La giraffa; che s’è innamorata ieri – dice –. Ma ancora non lo sa». Il percorso emotivo della protagonista diventa così un modo per parlare di sentimenti, consapevolezza e libertà interiore.
Elena Sofia Ricci: “Con I Cesaroni saremmo potuti diventare ricchi”
L’attrice racconta poi che l’attualità del «gioco» scenico ha ispirato anche la scelta di un’ambientazione moderna. «Col regista Arturo Cirillo, che non a caso interpreta anche Dubois, cioè il regista degli inganni di Dorante, siamo stati subito d’accordo su una lettura psicologica del testo. Per questo la scena non è realistica, ma ha muri e spigoli che ruotano e avvolgono i personaggi, seguendo le vertigini, i disequilibri dei loro sentimenti. Visualizzandone l’inconscio. Allo stesso modo i costumi sono moderni ma non databili, molto stilizzati». L’idea è dunque quella di rendere visibile il tumulto interiore dei personaggi attraverso lo spazio scenico.
Infine, a una domanda più leggera sul ritorno in tv de I Cesaroni, Ricci risponde con sincerità e un pizzico di nostalgia. «No. Recitavo. Però ho mandato loro i miei in bocca al lupo. Noi fummo un vero fenomeno. Se avessimo potuto prevederlo ora saremmo tutti ricchi: per anni le nostre facce si sono ritrovate su cartelle, quaderni, astucci, panettoni, colombe pasquali… Non so come il pubblico, che certo vorrebbe ritrovare i Cesaroni com’erano, reagirà ritrovandoli come sono diventati. Ma conto sulle new entry. Saranno loro, le nuove star». Con queste parole chiude un racconto che intreccia passato e presente, teatro e televisione, riflessione e ironia.
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