Uccide la moglie perché “lei e le sue amiche lo prendevano in giro”: strangolata per “farla tacere”. Un uomo di 51 anni uccide la moglie perché “lei e le sue amiche lo prendevano in giro”. È l’assurda vicenda che arriva dallo Stato americano dell’Oklahoma, dove una giuria ha condannato il 51enne per l’omicidio della consorte, avvenuto al culmine di una relazione durata dodici anni e ormai giunta alla rottura.
Il giudice distrettuale della contea competente ha inflitto all’imputato una condanna all’ergastolo con possibilità di libertà condizionale, dopo che l’uomo si è dichiarato colpevole di omicidio di primo grado. In base alla normativa locale, la pena corrisponde a 45 anni di carcere, con l’obbligo di scontarne almeno l’85%, pari a oltre 38 anni, prima di poter accedere a eventuali benefici.
Le indagini sono partite quando le autorità sono intervenute in ospedale per una segnalazione di morte sospetta. Sul corpo della vittima erano evidenti segni di violenza, tra cui sanguinamento dal naso, graffi sulle ginocchia e lesioni nella zona della gola. Gli investigatori hanno subito rilevato incongruenze nelle dichiarazioni fornite dal marito ai familiari, al personale sanitario e agli agenti intervenuti.
La confessione
L’uomo si era presentato con una versione dei fatti ritenuta inattendibile, sostenendo inizialmente che la donna fosse rimasta ferita dopo essere scesa dall’auto durante un breve tragitto. Tuttavia, le contraddizioni e gli elementi raccolti hanno spinto gli inquirenti ad escludere questa ricostruzione, ritenendo fin da subito che si trattasse di un omicidio.
Durante l’interrogatorio, l’uomo ha negato episodi precedenti di violenza domestica, ma ha confermato che la moglie aveva espresso la volontà di separarsi la sera precedente. In un secondo momento, ha cambiato versione, ammettendo di aver mentito e di non essere mai uscito di casa quella mattina. Secondo la confessione, la lite si sarebbe protratta per tutta la notte fino a quando, sentendosi umiliato per essere stato definito “patetico” e deriso anche dalle amiche della moglie, avrebbe reagito strangolandola mentre si trovavano a letto.
Successivamente ha cercato di trasportare il corpo verso l’ospedale, sostenendo che la donna era ancora viva in quel momento. Nel tentativo di spostarla, ha dichiarato di aver utilizzato un telo e un carrello, per poi trascinarla fino al veicolo, provocando ulteriori lesioni. Ha infine ammesso di aver perso il controllo e di aver stretto le mani attorno al collo con l’intento di farla tacere.
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