Medico lascia rametti e muschio nella ferita prima di ricucirla: adolescente muore per una grave infezione. Un medico ha lasciato rametti e muschio nella ferita di un ragazzino di soli 18 anni prima di ricucirla, provocando una grave infezione dei tessuti che ha ucciso il giovane. La famiglia della vittima ha avviato una causa per negligenza medica contro i sanitari coinvolti e contro l’ospedale dell’Oregon dove il diciottenne era stato curato dopo un incidente sul lavoro avvenuto nell’agosto 2024.
Il ragazzo, impegnato a tagliare legna, era caduto da un tronco procurandosi una profonda ferita al braccio con un detrito vegetale. Trasportato immediatamente in ospedale, era stato sottoposto a una pulizia della ferita e successivamente dimesso dopo la sutura. Nel corso della stessa giornata erano però comparsi febbre, gonfiore, dolori e difficoltà respiratorie. La madre aveva contattato telefonicamente l’ospedale, ma secondo la denuncia un’infermiera l’aveva rassicurata attribuendo i sintomi a un possibile caso di Covid-19, nonostante il test effettuato a casa fosse risultato negativo.
Il giorno seguente le condizioni del giovane erano peggiorate ulteriormente. Tornato al pronto soccorso, presentava febbre, arrossamento, dolore intenso e un forte gonfiore al braccio destro. Pur sospettando un’infezione profonda dei tessuti, il medico non avrebbe rimosso i punti né ampliato la terapia antibiotica.
La scoperta
Solo il 17 agosto furono eseguiti esami più approfonditi e un intervento chirurgico d’urgenza. Durante l’operazione vennero rimossi dodici frammenti di materiale organico, tra cui ramoscelli, aghi di pino e muschio, rimasti sigillati nella ferita dopo la sutura iniziale. Gli esami confermarono una grave infezione batterica.
Le condizioni del ragazzo continuarono a peggiorare rapidamente fino al trasferimento in un altro ospedale, dove i medici tentarono di salvarlo con diversi interventi chirurgici, compresa l’amputazione del braccio destro. Il giovane morì il 20 agosto 2024 per un’infezione necrotizzante dei tessuti molli.
La famiglia sostiene che un intervento chirurgico immediato avrebbe potuto evitare il peggioramento dell’infezione e accusa l’ospedale di avere ritardato le cure necessarie. Nella causa vengono richiesti 25 milioni di dollari per danni economici e 75 milioni per dolore e sofferenza. In un comunicato, l’ospedale ha espresso cordoglio per la morte del ragazzo, assicurando che risponderà alle accuse attraverso le procedure legali previste ufficialmente.
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