Briga: “Mia figlia non cambierà la mia musica. Primo libro? L’ho scritto dopo quelle critiche”. Briga sulla figlia appena nata, il primo libro, le critiche dopo Amici, e non solo. Il cantautore, rapper e da qualche settimana neo papà, 37 anni, si racconta a cuore aperto in una intervista a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.
Briga racconta che la nascita della sua bambina, avuta da poco con la moglie Arianna Montefiori, ha rivoluzionato ogni cosa, e introduce subito il tema delle emozioni che sta vivendo. Spiega infatti: «È un’emozione meravigliosa, ogni giorno. È davvero difficile spiegarlo a parole, ho provato a raccontarlo in “Allegra”, il mio ultimo singolo. È un periodo intenso, di grandi novità e io lo sto vivendo giorno per giorno con l’entusiasmo di un bambino. Ho sempre ricercato la serenità assoluta nella mia vita e posso dire di averla provata per la prima volta solo quando ho stretto mia figlia tra le braccia».
Da qui nasce la domanda su come questo cambiamento possa influenzare la sua musica, e Briga chiarisce che non sarà così determinante: «Non direi. Per quanto io abbia sempre cercato di raccontarmi tramite la musica, non ho mai lasciato che fossero gli avvenimenti della mia vita privata a condizionarla. È più un processo di accettazione ed elaborazione di quello che mi succede, un’evoluzione artistica in linea con la mia crescita personale come uomo. Sono una persona curiosa e aperta al mondo e questo mi porta già di natura a sperimentare più generi, a cambiare nel tempo».
Briga: “Primo libro? L’ho scritto dopo quelle critiche”
Il discorso si sposta poi sul rapporto con il passato, evocato da un verso del brano “Sognatori”, e Briga precisa di aver raggiunto una forma di serenità: «In realtà ho un ottimo rapporto con il mio passato, posso dire di aver accettato tutto ciò che mi è successo e di conseguenza di essere in pace. Credo che già solo questo sia un grande successo al giorno d’oggi».
Riflettendo sul tema dei sogni, l’artista racconta come la nascita di Allegra abbia realizzato uno dei più grandi, ma non per questo abbia smesso di guardare avanti: «Ho tanti sogni, lavorativi, artistici, sportivi e personali. È vero che uno di questi si è appena realizzato ma non per questo smetterò di sognare. Mi piacerebbe tanto poter dare un fratellino ad Allegra per esempio. Sognare è importante, ma impegnarsi per realizzare i propri desideri è ciò che fa la differenza».
Si arriva così al tema della resilienza, e Briga riflette su come si continui a sognare nonostante le difficoltà: «È una questione di struttura mentale. In questo momento storico, con i social, siamo sottoposti a costanti paragoni con la vita degli altri. La differenza la fa la capacità di concentrarsi sulle proprie scelte, la propria realtà».
Guardando indietro al suo primo libro, “Non odiare me”, pubblicato nel 2016, l’artista riconosce quanto quel lavoro sia stato utile soprattutto a lui stesso: «Sí. Scriverlo è stato più utile a me che al pubblico, ho deciso di farlo perché avevo subito alcune critiche dopo la mia partecipazione ad “Amici”, nonostante nessuno conoscesse la mia vita, e volevo dare una possibilità alle persone di ricredersi sul mio conto, e a me stesso di raccontarmi. Ogni tanto, quando sono triste o ho dubbi su me stesso, me lo rileggo; serve per ricordarmi chi sono e tornare subito alla carica».
Briga: “Primo libro? L’ho scritto dopo quelle critiche”
Arrivando ai suoi 15 anni di carriera, Briga riflette su ciò che desidera per il futuro, sottolineando la sua costante tensione verso la crescita: «Sono uno che si dedica molto alla propria crescita personale e spero di crescere ulteriormente sia come artista, sia come persona. Penso di avere ancora tanto margine di miglioramento e ci sono ancora tanti obiettivi che vorrei raggiungere. È vero che sono un sognatore, ma sono anche una persona che lavora sodo per le proprie aspirazioni, cerco sempre di fare in modo che il mio impegno mi dia frutti. Ho la certezza che il mio è un percorso costruito sul lungo termine e per questo so che c’è ancora tanto che deve succedere».
Si passa poi al live di Milano, una tappa particolarmente significativa del tour, che Briga descrive con entusiasmo: «È una data molto importante per me e per il tour. Ho voluto dividere il live in quattro parti per poter conciliare e valorizzare tutti i generi presenti nel mio disco, ci sarà un momento acustico, uno rock, uno rap e uno pop. Sono felice perché per la prima volta, oltre a mia moglie e il mio cane ci sarà mia figlia, sarà un backstage pieno d’amore».
Infine, guardando al Mattia di 15 anni fa, l’artista immagina cosa gli direbbe oggi, con la consapevolezza maturata lungo il percorso: «Gli direi che ha fatto bene, perché il primo pezzo era un tentativo, si è prodotto da solo musica e concerti, ha stampato da solo i dischi, li ha regalati. Ma tutto questo gli ha permesso di farsi prima vedere, poi conoscere e infine imporre nel mercato musicale e nella sua carriera. Bravo piccolo Mattia, hai proprio fatto bene».
Seguici anche su Facebook. Clicca qui












Aggiungi Commento