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Cronaca

Torna in negozio per restituire la pistola giocattolo: 17enne scambiato per rapinatore e ucciso da un agente della sicurezza

Torna in negozio per restituire la pistola giocattolo: 17enne scambiato per rapinatore e ucciso da un agente della sicurezza. Un ragazzo di appena 17 anni è stato ucciso da un agente della sicurezza nel negozio dove era tornato per restituire la pistola giocattolo difettosa. È successo a Renton, nello Stato americano di Washington. L’agente è stato condannato per aver sparato e ucciso il 17enne che, a suo dire, era armato e stava per commettere una rapina, mentre in realtà stava solo restituendo una pistola ad aria compressa a un negozio di articoli sportivi.

L’uomo, una guardia giurata fuori servizio di 52 anni, è stato riconosciuto colpevole di omicidio di secondo grado e aggressione per la morte del ragazzo, avvenuta all’esterno di un negozio in un sobborgo di Seattle. Secondo la Procura della Contea di King, rischia una pena compresa tra poco più di 20 e 28 anni di carcere, oltre ad altri dieci anni per l’aggravante legata all’utilizzo di un’arma da fuoco.

Stando a quanto riportato in un verbale di arresto ottenuto dall’Associated Press, l’uomo si trovava nella propria auto in attesa che il figlio terminasse una lezione di arti marziali quando ha notato il diciassettenne insieme ad altri due adolescenti con quella che credeva essere una pistola Glock. Convinto che i ragazzi stessero per compiere una rapina nel negozio, si è avvicinato impugnando una vera pistola e li ha tenuti sotto tiro.

I tre adolescenti stavano restituendo la pistola ad aria compressa difettosa

Secondo l’accusa, i tre adolescenti stavano invece cercando di restituire una pistola ad aria compressa difettosa. Il procuratore della contea ha sostenuto che i ragazzi avessero spiegato più volte che l’arma non era reale, ma che l’uomo avrebbe ignorato le loro parole e preso decisioni basandosi solo su supposizioni.

Durante il confronto, il ragazzo ha lasciato cadere la pistola giocattolo e ha alzato le mani. Secondo quanto ricostruito dall’accusa, mentre il 17enne si voltava per allontanarsi, l’uomo avrebbe iniziato a sparare continuando anche mentre la vittima cadeva a terra. In totale sarebbero stati esplosi sette colpi, sei dei quali hanno colpito il ragazzo alla schiena.

La difesa ha sostenuto che l’imputato avesse agito nel tentativo di prevenire una possibile violenza, evidenziando che la pistola ad aria compressa sembrava reale. La giuria ha però accolto la ricostruzione dell’accusa. La sentenza definitiva è prevista per il 21 luglio.

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