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Mara Maionchi: “Libro? L’ho scritto per un motivo preciso. Con Antonacci ho sbagliato. Così il mio matrimonio dura da 50 anni”

Mara Maionchi: “Libro? L’ho scritto per un motivo preciso. Con Antonacci ho sbagliato. Così il mio matrimonio dura da 50 anni”. Mara Maionchi sul libro, l’errore di valutazione con Antonacci, il matrimonio che dura da 50 anni, e non solo. La produttrice discografica bolognese, 85 anni, si racconta in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.

L’ex giudice di X Factor riflette innanzitutto sul suo modo di stare in televisione, ricordando come il pubblico la percepisca autentica anche quando usa un linguaggio colorito. Racconta infatti che «E pensi che prima di ogni diretta mi dico sempre: questa volta non devi dire parolacce. Faccio promesse incredibili e giuro a me stessa che devo contenermi. E poi inesorabilmente non riesco a trattenermi. Mi dispiace, davvero. Però quando arriva il momento culminante della scena, mi faccio travolgere. Il fatto è che sono una sanguigna». Da qui prende forma il ritratto di una donna istintiva, che non rinnega la propria natura.

Il discorso si sposta poi sul suo rapporto con le parole, che nella musica e in televisione sono diventate un mestiere. Maionchi presenta il suo nuovo libro, «Dove ho lasciato le chiavi?», scritto con Manuela Mellini e pubblicato da Rizzoli, spiegando perché abbia deciso di cimentarsi in un percorso di enigmi e giochi per allenare la mente. Dice infatti: «Perché si invecchia bene se si rimane giovani! Penso che possa essere utile per le persone che hanno compiuto gli anni che ho compiuto io (85) per tenere sveglia la mente. Ti diverti, ti misuri, ti arrabbi, ti viene una tristezza infinita quando non riesci a risolvere i giochi».

Mara Maionchi: “Così il mio matrimonio dura da 50 anni”

Si arriva così a parlare del marito, il paroliere e produttore Alberto Salerno, che le ha dedicato un verso in una canzone. Maionchi racconta con ironia: «È l’unico verso della sua sterminata produzione da paroliere che ha dedicato a me. Senza nemmeno nominarmi! Si è limitato a mettermi tra le “donne controcorrente” di Zucchero. Io sono una donna indipendente, lo sono sempre stata ed è stata anche la molla che mi ha spinto a sposarmi, perché nella vita mi sono sempre arrangiata da sola». Un passaggio che introduce naturalmente il tema del loro lungo matrimonio.

Riflettendo sui cinquant’anni di vita insieme, Maionchi spiega come si resista così a lungo: «Abbiamo una comune linea politica della vita, siamo molto simili. Non ci diamo fastidio, ognuno tiene la propria barra, siamo indipendenti l’uno dall’altro, perché se no il matrimonio diventa una galera. Ognuno di noi ha fatto la propria vita nella vita in comune». Un equilibrio costruito sulla libertà reciproca.

Mara Maionchi: “Libro? L’ho scritto per un motivo preciso”

Quando le viene chiesto quali siano i tre segreti per arrivare a 85 anni come lei, Maionchi li elenca con chiarezza. Il primo riguarda il lavoro: «Primo: lavorare fa bene. Non a tutti, ma a me sì: mi piace uscire, fare mille cose, iniziare nuovi progetti, tenermi occupata. Stare con le mani in mano mi deprime: finché posso io voglio divertirmi». Il secondo è più interiore: «Essere saggi. Vivere serenamente la propria esistenza». Il terzo guarda invece al cambiamento: «Pensare che i tempi cambiano e adattarsi a quello che ci circonda. A me fa piacere continuare ad apprendere e imparare perché se no la vita diventa noiosa. Imparare mi gasa».

Arriva poi il momento del bilancio, che Maionchi sintetizza così: «Tutta la mia vita è stata un gioco, una scommessa quasi, che a volte ho vinto e a volte no, ma che mi ha portato molte più gioie che dolori». Una visione lucida e insieme leggera del proprio percorso.

Si passa quindi agli artisti che ha lanciato e a quelli a cui è più legata. Maionchi non ha dubbi: «Sicuramente Gianna Nannini. La sua carriera mi ha dato una grande soddisfazione perché all’inizio ci credevo solo io, tutti dicevano che non avrebbe combinato niente, invece io ho continuato a spingerla. Così è nata anche una grande amicizia». Ma non mancano i casi in cui non ha riconosciuto un talento: «Credo di essere sempre stata giusta con me stessa, è capitato che non riconoscessi un talento perché io non ero in grado di riconoscerlo, perché non era nelle mie corde. Mi è successo con Biagio Antonacci, è successo con tanti».

Mara Maionchi: “Con Antonacci ho sbagliato. Così il mio matrimonio dura da 50 anni”

Ragionando su cosa conti di più tra abnegazione ed estro, Maionchi sostiene che «Entrambi alla stessa maniera. Certo il talento se non è lavorato bene, se non è indirizzato nella maniera giusta, rimane sterile». E parlando dei suoi gusti personali aggiunge: «A me sono sempre piaciuti gli artisti meno tradizionali, i più originali. Hanno qualcosa di particolarmente interessante, un modo diverso di dire le cose. Essere fuori dagli schemi non vuol dire muoversi a caso. Significa invece saper osservare e conoscere le regole per poi divertirsi a romperle e a sovvertirle».

Il discorso si allarga poi alla musica di oggi, che secondo lei vive un momento di forte discontinuità: «Si lavora in maniera totalmente diversa: oggi magari molti artisti crescono e poi spariscono, esplodono grazie a un pezzo ma non danno continuità alla carriera. C’è un saliscendi veloce, un’altalena continua».

Infine, Maionchi riflette su ciò che la vita le ha insegnato: «Che è importante difendersi da sé stessi. Dobbiamo imparare a volerci bene per quello che siamo. Tutti facciamo errori e più di una volta mi sono pentita di aver avuto un atteggiamento che non era necessario avere. Sai, come quando credi di essere il genio della situazione. Qualche genio c’è, ma mica tanti». E chiude con la morale: «O si vince o si impara».

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