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Maria Chiara Giannetta: “Matrimonio? Vorrei che tutti capissero una cosa. Per strada nessuno mi riconosce, ho capito perché”

Maria Chiara Giannetta: “Matrimonio? Vorrei che tutti capissero una cosa. Per strada nessuno mi riconosce, ho capito perché”. Maria Chiara Giannetta sul matrimonio, la gente che non la riconosce per strada, e non solo. L’attrice pugliese, 34 anni, è la protagonista di ‘Rosa Elettrica’, la serie Sky Original diretta dal suo compagno Davide Marengo. È al cinema nella commedia La sindrome degli amori passati di Chiara Malta insieme all’amico di sempre Maurizio Lastrico, e su Netflix prima nel film ‘Noi un po’ meglio’ con Elio Germano, e poi nella serie La valanga, dedicata alla tragedia di Rigopiano. Ne parla in una intervista a ‘Vanity Farir’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.

Maria Chiara Giannetta, protagonista di Rosa Elettrica diretta dal compagno Davide Marengo e impegnata tra cinema e piattaforme, racconta che «cerco sempre di variare i personaggi e, se devo approcciare un progetto nuovo, inizio a informarmi sui temi di cui tratterà cercando di assorbirli il più possibile. È inevitabile però che, assorbendo quelle informazioni, cresco anch’io come persona. Ed è il bello del mio lavoro».

Da qui parte la sua riflessione su Rosa, la poliziotta che interpreta nella serie: una donna che appare forte ma che, come spiega, nasconde fragilità profonde. «La sua è una maschera. Spesso sono proprio le persone più fragili e insicure quelle che ostentano più sicurezza. Nella serie, quando conosce il giovane criminale Cociss che deve proteggere, non sa dove mettere le mani, e lì si vede tutta la sua goffaggine e la sua inadeguatezza dalla quale, poi, scaturisce la commedia dei primi episodi».

Maria Chiara Giannetta: “Per strada nessuno mi riconosce, ho capito perché”

Parlando di sé, Giannetta ammette di non aver mai desiderato l’attenzione degli altri: «Macché, io sono voluta sempre sparire. La cosa più preziosa che ho imparato nell’età adulta è che, se non hai niente da dire, non devi per forza dire qualcosa. Mi è capitato di essere presente a serate in cui stavo in silenzio e ascoltavo gli altri senza per forza intervenire. Non credo che questo, però, mi renda una disagiata. Sono semplicemente attenta all’ascolto».

Eppure, proprio mentre preferisce restare defilata, vive un momento di grande popolarità, che affronta con distacco e ironia: «È una cosa che attribuisco al lavoro, che spero naturalmente che vada sempre bene, ma la verità è che non sono così riconoscibile come la gente crede. Per strada, per dire, è molto difficile che mi riconoscano. Per esempio, adoro andare in giro con Maurizio Lastrico, e ogni volta la gente lo ferma: io, che gli sono vicino, rimango inosservata. È anche capitato che qualcuno gli dicesse che quell’attrice, la Giannetta, con cui ha fatto uno sketch a Sanremo è molto brava, e lui ride sempre sotto i baffi».

Questa invisibilità, dice, dipende forse dal fatto che «forse sono semplicemente diversa dall’aspettativa che gli altri pensano di avere di me». Per lei, le persone davvero attente sono quelle che la riconoscono dalla voce: «significa che sono state attente, e lì non c’è bisogno della vista. Esattamente come Blanca». E proprio sul rischio di restare intrappolata in un ruolo risponde con serenità: «No. All’inizio per tutti ero la capitana di Don Matteo, poi Blanca e adesso Rosa. Spero di incontrare un giorno qualcuno che mi riconosce per un ruolo e il successo qualcuno che mi riconosce per un altro: vorrebbe dire che sono stata brava a dare delle sfaccettature che hanno portato certi personaggi a rimanere impressi in una determinata persona».

Maria Chiara Giannetta: “Matrimonio? Vorrei che tutti capissero una cosa”

Quando il discorso si sposta sull’amore, Giannetta lo definisce «un punto interrogativo», ricordando come l’arte continui da sempre a interrogarlo. «La cosa bella del mio lavoro è che mi ha permesso, grazie alla commedia, di affrontare ogni volta un tipo di relazione e un tipo di amore diverso, anche magari uno che non ho mai provato». La sua riservatezza, invece, resta un tratto identitario: «È giusto che in una relazione ci entrino le persone che scegli di far entrare, come gli amici, i famigliari o i colleghi. Perché devono entrarci anche gli altri? Capisco che, come personaggi pubblici, siamo più esposti e tutto diventa pubblico, ma penso che anche in una relazione tra persone non famose non ci debba essere sputtanamento».

Sul set di Rosa Elettrica, lavorare con Marengo è stato naturale: «Siamo stati benissimo perché siamo riusciti a separare i ruoli. Davide è un regista straordinario: sa bene quello che vuole, e poi mette una tranquillità e un divertimento sul set non indifferente». Infine, riflette sulla pressione sociale legata al matrimonio, che rifiuta con decisione: «La pressione sociale esiste, ma io non voglio sentirla. Vorrei che tutti capissero che è importante non giudicarsi e non sentirsi mai sotto pressione per colpa del giudizio degli altri. Non dico che sia facile, ma sicuramente se ce la fai riesci a vivere più sereno. E in più bisogna anche leggere i momenti storici che viviamo: non è che siamo delle pecore che devono fare necessariamente quello che hanno fatto i nostri genitori o i nostri nonni. Si può sempre cambiare».

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