Arrabbiata per un messaggio, maestra di asilo nido se la prende con un neonato di 3 mesi: costole e gambe rotte nella culla. La dipendente di un asilo nido, arrabbiata per un messaggio, se la prende con un neonato di 3 mesi e lo sbatte nella culla con violenza. È successo a Panama City, nello Stato americano della Florida. Secondo le accuse, la donna, 26 anni, avrebbe sfogato la sua frustrazione sul bambino, sbattendolo ripetutamente nella culla dopo aver ricevuto un messaggio che l’aveva turbata.
La donna è accusata di due capi d’imputazione per maltrattamenti aggravati su minore. Secondo quanto riferito dall’ufficio dello sceriffo della contea di Bay, il neonato avrebbe riportato gravissime lesioni, tra cui fratture al cranio, costole rotte, una gamba fratturata e numerosi lividi alla testa e al volto.
L’episodio si sarebbe verificato mercoledì in un asilo nido della regione del Panhandle della Florida. Gli agenti sono intervenuti in ospedale dopo che il personale sanitario aveva rilevato segni evidenti di abuso sul bambino. I genitori hanno dichiarato agli investigatori che il piccolo stava bene quando era stato accompagnato all’asilo la mattina stessa.
Gli investigatori hanno interrogato la dipendente, che inizialmente avrebbe negato qualsiasi responsabilità, sostenendo che il bambino sembrasse stare bene, fatta eccezione per il fatto che non aveva mangiato durante la giornata. In un secondo momento, la donna avrebbe cambiato versione, raccontando di essere inciampata in un giocattolo mentre teneva in braccio il neonato, facendolo accidentalmente cadere a terra.
Le indagini
Gli inquirenti hanno però ritenuto che le ferite riportate dal bambino non fossero compatibili con quella spiegazione. Messa di fronte alle incongruenze, la donna avrebbe confessato di essere stata di “cattivo umore” a causa di problemi personali e di aver ricevuto un messaggio che l’aveva profondamente turbata. Secondo gli investigatori, avrebbe quindi “perso il controllo”.
Nella ricostruzione effettuata con una bambola, la donna avrebbe mostrato come avrebbe sbattuto ripetutamente il bambino contro la culla e il fasciatoio, colpendolo inoltre alla testa con alcuni giocattoli. La polizia sostiene che la dipendente fosse irritata dal pianto del neonato.
Secondo la dichiarazione giurata, la donna avrebbe ammesso di aver sbattuto il piccolo nella culla e contro il fasciatoio più volte nel corso della giornata, spiegando di non ricordare con precisione tutti i dettagli perché “troppo furiosa”. Gli investigatori ritengono che il bambino sarebbe probabilmente morto senza un immediato intervento medico. Attualmente il neonato si trova in condizioni stabili.
La donna è stata arrestata e trasferita nel carcere della contea di Bay con una cauzione fissata a due milioni di dollari. È inoltre accusata di aver tentato di introdurre un vaporizzatore per marijuana all’interno della struttura detentiva. L’udienza successiva è prevista per il 15 giugno.
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