I ricercatori dell’Ohio State University hanno dimostrato che camminare dopo un intervento chirurgico porta soprattutto due benefici: riduce le complicazioni e la durata della degenza ospedaliera. Lo studio, pubblicato sul Journal of the American College of Surgeons (JACS), ha analizzato i dati di 1.965 adulti sottoposti a intervento chirurgico in regime di ricovero negli Stati Uniti.
Secondo quanto riportato dall’agenzia sanitaria Infosalus, che cita dati diffusi tramite Europa Press, i risultati della ricerca mostrano che l’aumento del numero di passi effettuati quotidianamente nel periodo successivo a un’operazione sarebbe associato a un miglior recupero clinico. In particolare, per ogni 1.000 passi aggiuntivi al giorno, si registrerebbe una riduzione della durata della degenza ospedaliera, oltre a una diminuzione del rischio di complicanze e della probabilità di future riammissioni in ospedale.
Lo studio è stato condotto utilizzando il database All of Us, un programma sviluppato dai National Institutes of Health degli Stati Uniti che collega le cartelle cliniche elettroniche ai dati raccolti attraverso dispositivi indossabili come smartwatch e fitness tracker. Questa integrazione ha consentito agli studiosi di raccogliere dati oggettivi relativi all’attività fisica dei pazienti sia prima sia dopo gli interventi chirurgici, confrontandoli successivamente con gli esiti clinici registrati durante il recupero.
Il ruolo dei dispositivi indossabili
La ricerca è stata guidata da Timothy M. Pawlik, professore e responsabile del Dipartimento di Chirurgia presso il Wexner Medical Center della Ohio State University di Columbus. Secondo Pawlik, ai pazienti viene spesso raccomandato di camminare dopo un’operazione, ma nella maggior parte dei casi non esiste una misurazione precisa del numero di passi realmente compiuti. L’utilizzo dei dispositivi indossabili consentirebbe invece di ottenere un monitoraggio continuo e oggettivo dell’attività fisica quotidiana.
Dopo avere considerato fattori come età, sesso e livello di rischio chirurgico, i ricercatori hanno osservato che ogni incremento di 1.000 passi al giorno nel periodo post-operatorio era collegato a una riduzione del 6% della durata del ricovero ospedaliero. Inoltre, i pazienti che camminavano di più mostravano una minore probabilità di sviluppare complicanze entro 30 o 90 giorni dall’intervento.
Secondo quanto riportato nell’articolo pubblicato sul Journal of the American College of Surgeons, questa correlazione sarebbe stata osservata in differenti tipologie di interventi chirurgici e in pazienti con profili clinici diversi. Anche il rischio di riammissione ospedaliera a 30 e 90 giorni sarebbe risultato inferiore tra coloro che effettuavano un numero maggiore di passi quotidiani.
Numero di passi come indicatore
Uno degli aspetti evidenziati dallo studio riguarda il fatto che il numero di passi si sarebbe rivelato un indicatore di recupero più efficace rispetto ad altri parametri comunemente utilizzati. Gli specialisti hanno infatti rilevato che elementi come la variabilità della frequenza cardiaca o i questionari di autovalutazione del benessere non mostravano una correlazione indipendente con la durata della degenza o con il rischio di complicanze.
Gli esperti hanno inoltre osservato che una riduzione improvvisa dell’attività fisica potrebbe rappresentare un segnale utile per intervenire rapidamente con fisioterapia o controlli medici più frequenti. I risultati aprono quindi alla possibilità di programmare il recupero post-operatorio fissando obiettivi specifici di passi da raggiungere.
Pawlik ha suggerito che i pazienti potrebbero ricevere indicazioni precise sia prima sia dopo l’intervento chirurgico. Come esempio, ha spiegato che un paziente potrebbe avere come obiettivo 8.000 passi prima dell’operazione e 6.000 entro il terzo giorno successivo all’intervento. Secondo il ricercatore, questo metodo permetterebbe di monitorare i progressi del recupero attraverso dati concreti e facilmente verificabili.
Dati confermati da un altro studio
Infosalus riferisce inoltre che questi risultati coincidono con quelli di un altro studio presentato al Congresso Clinico dell’American College of Surgeons, secondo cui i pazienti che percorrevano oltre 7.500 passi al giorno prima dell’intervento mostravano un rischio inferiore del 51% di complicanze post-operatorie.
Il team di ricerca ha infine precisato che qualsiasi programma di attività fisica successivo a un’operazione deve essere valutato insieme a un professionista sanitario, poiché il numero di passi consigliato dipende dalle condizioni cliniche del paziente e dal tipo di intervento chirurgico eseguito.
Seguici anche su Facebook. Clicca qui












Aggiungi Commento