Vasco Rossi e 50 anni di carriera: “Ho avuto un’idea per festeggiare. Tour? Sarà una bella botta. Così ho scelto le tappe”. Vasco Rossi e 50 anni di carriera. Il cantautore Modenese, 74 anni, parte a giugno con il suo nuovo tour che quest’anno coincide con il 50 anni di carriera. Ne parla in una intervista a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.
Vasco Rossi si prepara a un tour speciale, quello che coincide con i suoi 50 anni di carriera, e racconta che «la scaletta vi stupirà, inizia con una canzone che non si aspetta nessuno, risistemata. Ma non posso rivelartelo…». Anticipa però che nuova musica è in arrivo: «Ce ne sono diverse, ma una è praticamente pronta, l’ho realizzata là e l’ho scritta con Gaetano Curreri. Gli ho detto: “Questa è l’ultima che facciamo insieme” (ride)». E mentre scherza sul fatto che «sarà una bella botta», aggiunge che recupererà anche brani degli Anni 80, «come “Alibi” e “Bolle di sapone”», arrivando persino a offrirsi di svelare «l’ultima canzone della scaletta».
Parlando del modo in cui costruisce un concerto, spiega che tutto parte dall’apertura: «Una volta scelto il primo brano, è come l’incipit di un libro, le altre canzoni seguono a ruota». Le prime tre, dice, devono essere «pezzi forti, tirati, senza pausa», proprio come agli esordi, «quando continuavo a suonare per evitare che dal pubblico mi insultassero (ride)». Poi arriva il momento della svolta emotiva: «Con la quarta canzone arriva una botta emotiva, la ballata emozionante». Da lì in avanti, l’obiettivo è creare «un’onda mentale», alternando intensità e respiro, con attenzione anche all’equilibrio tra tonalità: «Ci dev’essere un equilibrio tra due canzoni vicine anche come tonalità, ci stiamo attenti».
Vasco Rossi e 50 anni di carriera: “Ho avuto un’idea per festeggiare”
La scelta delle tappe del tour segue un criterio preciso: portare lo show lontano dai soliti centri. «Volevo portare la produzione mega galattica lontano dalle grandi città. Andiamo in Sardegna, anche se è una sfida logistica. Poi c’è Bari, in cui ho suonato spesso. È una vita che non vado ad Ancona. E lo sai che quando suono a Udine piove sempre? Lo dico per scaramanzia…». Aggiunge anche Ferrara, «nel parco dove da tempo mi chiedevano di fare un concerto».
Guardando al 2027, annuncia un progetto gigantesco: «Ho avuto l’idea di fare una grande festa, senti qua… Siamo lavorando a un evento per oltre 500 mila persone». Un traguardo che supera persino Modena Park, anche se precisa: «Quello è stato un evento bellissimo ma irripetibile. Sarà una cosa diversa». E ammette che forse avrebbe dovuto fermarsi per prepararlo, ma non può: «Io l’ho promesso che faccio un tour tutti gli anni». È quello che definisce il suo «patto con gli italiani»: «Esatto (ride). Ho troppe canzoni belle e ogni volta ne devo scegliere così poche… Se la gente continua a venire io continuo a esserci». È un rituale che dura da 15 anni e che gli dà un senso profondo: «Quando preparo un tour mi sveglio la mattina con un motivo. Non potrei passare il tempo a curare il giardino. Non ho neanche il giardino, poi!».
Accanto alla musica resta la famiglia, che per lui è centrale: «Certo, la famiglia è la cosa più importante. Mio figlio Luca, Laura (Schmidt, moglie di Vasco, ndr) e mia mamma che adesso chiamo molto più spesso, quando mi sente è contenta». E chiarisce anche un malinteso sulle preferenze musicali di mamma Novella: «Sì è vero, ma ha fatto confusione, perché quella che ho scritto pensando a mio padre è “Canzone”».
Vasco Rossi: “Tour? Sarà una bella botta. Così ho scelto le tappe”
Intanto esce un fumetto sulla sua vita, a cui ha contribuito direttamente: «Intanto… ho fornito la mia vita! Mi hanno mandato delle bozze e io ho aggiustato solo alcuni piccoli dettagli a cui tenevo. Ma era già fatto tutto molto bene».
Sul fronte Sanremo conferma il racconto di Carlo Conti: «È tutto vero. È venuto a trovarmi a Firenze e gli ho detto: “Volevo dirti una cosa, Sanremo… non lo faccio!”. Sapevo che me lo avrebbe chiesto. Ma io a Sanremo torno solo quando…». Quanto ai partecipanti dell’ultima edizione, confessa di aver apprezzato «Ditonellapiaga e poi le Bambole di Pezza, che seguivo già prima», anche se sperava che «andassero a distruggere tutto». E aggiunge un omaggio: «E Patty Pravo è sempre perfetta».
Alla fine, la sua riflessione più intima riguarda ciò che davvero conta: «Che l’amore è la cosa più importante e basta. Quando fai le cose con amore sono sempre giuste. Se le fai con rabbia sono sbagliate. Anche se l’ho capito non sempre riesco a metterlo in pratica. Però ci provo».
Seguici anche su Facebook. Clicca qui












Aggiungi Commento