Erri De Luca: “Io sionista ma credo in due Stati. Governo Israele attuale è della peggiore destra”. Le parole di Erri De Luca sul sionismo hanno acceso un acceso dibattito sui social e nel mondo politico e culturale. Nei giorni scorsi lo scrittore napoletano, durante un’intervista, si è definito sionista, provocando forti reazioni da parte di molti sostenitori della causa palestinese.
Le sue dichiarazioni hanno rapidamente generato polemiche e critiche, alimentando un intenso confronto online. Dopo il caos mediatico seguito alle sue parole, De Luca è intervenuto attraverso i propri profili social per chiarire il senso delle sue affermazioni e spiegare la posizione espressa.
Nel lungo messaggio pubblicato online, lo scrittore ha innanzitutto riconosciuto la delicatezza del termine utilizzato. “Ritorno su una parola infelice. Oggi sionismo coincide con il governo della peggiore destra israeliana. Ho voluto recuperare il senso originale del termine. Sionista è chi riconosce lo Stato di Israele”.
De Luca ha quindi collegato il concetto di sionismo alla prospettiva della convivenza tra due Stati. “Chi crede che la soluzione del conflitto consista in due Stati, uno palestinese e uno israeliano, è per me sionista. Chi sostiene l’eliminazione d’Israele dalla carta geografica è antisionista”. Nel suo intervento ha poi precisato che questa posizione coincide con quella di Hamas, ma non con quella dell’OLP. “Questa posizione è anche quella di Hamas, ma non quella dell’OLP, che rappresenta parte del popolo palestinese”.
Lo scrittore ha inoltre ricordato gli accordi firmati nel 1993. “Gli accordi di Oslo del 1993 tra Arafat e Rabin hanno prodotto il riconoscimento dello Stato d’Israele da parte dell’OLP”. Secondo De Luca, proprio questo passaggio storico rappresenta un elemento centrale del dibattito attuale.
“Non è mia intenzione offendere”
Nel messaggio pubblicato sui social, l’autore ha spiegato di non voler colpire chi sostiene la Palestina. “Questa evidenza e la constatazione che chi crede in due Stati è sionista sono state ricevute come una grave provocazione. Non è mia intenzione offendere la sensibilità di chi sostiene la causa palestinese che naturalmente condivido. È accaduto e me ne dispiace”.
De Luca ha poi ribadito quale ritiene possa essere l’unica soluzione possibile al conflitto. “Dalla distanza dell’età raggiunta vedo possibile e obbligatoria la soluzione a due Stati. Uno palestinese, senza la dittatura di Hamas, finalmente libero di indire elezioni e di scegliere i propri rappresentanti. L’altro israeliano, libero dal governo degli estremisti e dal loro programma di esproprio e annessione di terre palestinesi”.
Nella parte conclusiva del messaggio, lo scrittore ha rivolto un pensiero al popolo palestinese e al clima acceso che si è sviluppato attorno alle sue parole. “Il dolore e l’oppressione del popolo palestinese saranno medicati solo dal risarcimento di un suo Stato libero. Visto il surriscaldamento dei commenti, non credo di raffreddarli. Ma devo questa pagina a chi mi ha stimato e mi ha voluto bene. Non ho altro da aggiungere e non rispondo a commenti”.
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