Angie: “Primo EP? Sentivo un bisogno. Amici mi ha fatto crescere soprattutto per un aspetto”. Angie sul suo primo EP ‘Sogni di vetro’, l’esperienza di Amici che l’ha fatta crescere, gli esordi, e non solo. La cantautrice sarda, 25 anni si racconta in una intervista a ‘Vanity Fair’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.
Angie ha appena vinto Amici e racconta che il ritorno al mondo reale non l’ha travolta come molti immaginerebbero. Spiega infatti: «In realtà non così assurdo come si può pensare: mi sento molto lucida, e anche le persone che ho lasciato qua prima di Amici dicono lo stesso. Vengo fuori da un’esperienza bellissima e molto intensa, piena di alti e bassi, ma che mi ha fatto crescere». Da qui parte la riflessione su quanto sia cambiata.
Parlando della sua crescita, sottolinea come il percorso l’abbia trasformata sia artisticamente che sul piano personale. Dice: «Sicuramente dal punto di vista musicale, considerando che Amici è una scuola e ogni giorno si fanno le lezioni e si lavora sia in studio che in saletta. A livello personale mi sento, invece, molto più matura».
Angie: “Amici mi ha fatto crescere soprattutto per un aspetto”
Il discorso scivola poi sulla finale, quando sembrava delusa dopo il ballottaggio con Lorenzo Salvetti. Angie chiarisce subito: «Era un momento bello e intenso per entrambi: Io e Lori abbiamo passato la settimana prima a tenerci per mano e a ripeterci che qualsiasi fosse successa saremmo rimasti una squadra: come sarei potuta essere delusa nel vedere andare avanti Lorenzo? È una persona e un artista incredibile che stimo tanto. Quella che poteva essere interpretata come delusione nel vedere andare avanti lui era, in realtà, solo dispiacere perché un percorso durato otto mesi si stava interrompendo. Quando sei a un passo dal traguardo è normale che ti dispiace, anche se per me non era la prima esperienza».
Ripercorrendo le sue origini televisive, ricorda com’era da bambina: «Molto timida e silenziosa, la classica bimba della quale ti dimenticavi il nome e stava sempre dietro nelle foto. Però avevo la passione della musica: amavo cantare e fare gli spettacoli a casa, poi tornavo a scuola ed ero di nuovo timidissima».
Racconta poi il momento in cui ha scoperto davvero la musica: «Ho iniziato a cantare a otto anni e iniziato a prendere lezioni a nove. Dopo aver visto High School Musical ho capito che anche a me sarebbe piaciuto cantare e ballare, e così ho fatto. Solo che dopo mio padre mi ha detto che avrei dovuto scegliere a cosa dedicarmi perché non potevamo permetterci di portare avanti entrambe le cose, così ho deciso di cantare e di lasciare la danza classica. Anche se, ci tengo a dirlo, i ballerini mi hanno detto che avevo una ottimo collo del piede».
Angie: “Primo EP? Sentivo un bisogno”
Parlando del rapporto tra timidezza e televisione, Angie sorride ricordando che non percepiva la complessità di quel mondo: «Non me ne rendevo conto: mi divertiva solamente. Sul palco, a differenza della vita vera, sono sempre stata molto spigliata e sicura di me, un’altra bambina. Non ho ricordi spiacevoli di quell’esperienza: registravamo Ti lascio una canzone a Napoli, mi mettevano dei bei vestiti, mi facevano cantare delle canzoni bellissime. Era tutto quello che potevo desiderare».
Arrivando all’adolescenza, confessa un cambiamento: «Crescendo ho iniziato a essere più insicura perché da bambino quelle che sono delle caratteristiche non li classifichi mai come difetti». E spiega come affrontava quelle fragilità: «Cantando. Mi chiudevo in camera e scrivevo, facevo le mie cose, e sognavo di vivere tutto quello che sto vivendo oggi».
Il titolo del suo EP, Sogni di vetro, nasce proprio da quel bisogno di raccontarsi: «Avevo bisogno di raccontarmi sotto varie sfaccettature in tutti i pezzi che ho scritto prima di entrare ad Amici e che avevo già pronti: non volevo entrare nella scuola a mani vuote, non mi sembrava giusto arrivare impreparata».
Infine, quando le si chiede cosa la spaventi, Angie non nasconde le sue paure: «Ho paura del futuro, di non realizzare i miei sogni e di rimanere a mani vuote. Ho, però, la fortuna di stringerli tra le mani adesso: vedere uscire il mio primo album, iniziare gli instore e calcare i palchi fa parte del mio presente, e non avrei mai pensato di essere così felice come oggi».
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