Serena Rossi: “Dopo Un Posto al Sole avevo un grosso timore. Primo disco? Non ci sono più barriere, l’ho dimostrato con Disney”. Serena Rossi su Un Posto al Sole, il primo disco, il film tv per RaiUno La famiglia Panini, e non solo. L’attrice e cantante napoletana, 40 anni, ne parla in una intervista a ‘Io Donna’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.
Serena Rossi ha appena concluso l’ultima tappa del tour al Sistina, a Roma, e racconta di essere ancora immersa nell’emozione del momento. Dice infatti: «Sono ancora frastornata. Gli applausi in questo teatro valgono doppio. Non me li aspettavo così generosi». Una sensazione che, spiega, non nasce da insicurezza ma da un approccio prudente alla vita e al lavoro. «In realtà, non mi aspetto mai nulla. Ho imparato, con il tempo e con l’esperienza, ad abbassare sempre le aspettative. Sono molto terrena, pratica, pondero tutto. Mi faceva tremare l’idea di finire lo spettacolo in un ambiente così importante. Ho realizzato il mio sogno da ragazzina».
Pur essendo cresciuta in un ambiente familiare ricco di stimoli artistici — un contesto che oggi molti definirebbero una vera famiglia di artisti — Rossi sottolinea come nessuno dei suoi cari abbia davvero seguito quella strada. «È vero, ma nessuno in famiglia ha davvero seguito il proprio talento artistico. Mio padre ha lavorato tutta la vita in ospedale, mia madre ha fatto la maestra e la truccatrice. Mio nonno è stato un paroliere, ma ogni giorno timbrava il cartellino al comune di Napoli».
Serena Rossi: “Primo disco? Non ci sono più barriere, l’ho dimostrato con Disney”
Il discorso si sposta poi sul suo primo disco, SereNata a Napoli, un progetto che rappresenta per lei sia un traguardo sia un nuovo inizio. «Forse entrambe le cose. Oggi sento di avere finalmente la libertà di abitare entrambe le mie anime, senza dover scegliere tra l’attrice e la cantante. Purtroppo per molto tempo in Italia sembrava necessario scegliere: o attrice o cantante. Adesso queste barriere sono state abbattute. Lo dimostrano la mia collaborazione con Disney, la vittoria al Tale e Quale Show (ha vinto la quarta edizione nel 2014, ndr), sono tutti progetti dove recitazione e musica convivevano. Attualmente gestisco una casa di produzione con mio marito (l’attore Davide Devenuto, conosciuto sul set di Un posto al sole e sposato nel 2023, ndr) e abbiamo diverse idee che ci piacerebbe portare avanti».
Parlando del film Non abbiam bisogno di parole, dove interpreta un’insegnante di canto, riflette sul rapporto tra tecnica e sentimento. «Il canto va studiato, assolutamente. La voce è uno strumento che va allenato e protetto. Secondo me, però, per cantare ci vuole più cuore che voce. La mia vocal coach, Maria Grazia Fontana, mi dice sempre: “Mente fredda e cuore caldo”. Perché bisogna sapere quando respirare, come usare le tecniche. Ma quello che arriva davvero è il cuore».
Serena Rossi: “Dopo Un Posto al Sole avevo un grosso timore”
Ripercorrendo la sua carriera, Rossi ricorda come Un posto al sole sia stato il suo vero trampolino di lancio. «Avevo 16 anni quando sono entrata nella serie (nel ruolo di Carmen Catalano, ndr), mio padre mi accompagnava sul set. Ho condiviso con la produzione gli anni importanti della mia vita da adolescente, ragazza e poi donna, nel frattempo mi sono diplomata al liceo linguistico. Dopo sei anni sono arrivate, poco a poco, altre proposte, come la partecipazione nella serie del commissario Montalbano. Lasciare Un posto al sole è stato un vero salto nel buio. La serie, come attore, ti permette ogni giorno di fare il tuo mestiere, che è precario, come sappiamo. Quando, poi, mi sono trasferita da Napoli a Roma da mio marito, che è romano, mi sono sentita un po’ frastornata nei primi tempi, pensavo che sarei rimasta senza lavoro. Le cose sono diventate più chiare quando sono stata chiamata dai Manetti Bros (Song’ e Napule, Ammore e malavita, Diabolik). Mi hanno aperto le porte del cinema».
Un altro passaggio decisivo è stato il biopic su Mia Martini, che ha segnato una svolta profonda nella sua percezione di sé come attrice. «Come attrice c’è stato un prima e un dopo chiaro, una linea netta. Mi sono percepita diversa. Ho recitato e cantato, ero esattamente dove volevo essere. Ci ho messo tutta me stessa».
Serena Rossi: “Olga Panini una madre diversa da me”
Negli ultimi anni ha interpretato spesso donne forti e determinate, come Olga Panini. «Una vera matriarca che nel 1944, rimasta vedova, ha avuto l’intuizione di comprare un’edicola nel centro di Modena da cui è nato l’impero imprenditoriale con i suoi otto figli. Una famiglia partita dal nulla, dove si era sempre uniti e la domenica si pranzava tutti insieme. Hanno iniziato con le buste sorpresa dove raccoglievano oggettistica, cose che avevano in casa, un bottone, un soldatino, un francobollo. È stato un lavoro complicatissimo interpretarla. Attraverso tanti anni della sua vita, dai 40 ai 70. Ho lavorato sull’invecchiamento fisico, sulla postura, sulla voce, e poi sull’accento modenese. È stata una madre diversa da me».
Arrivando infine a parlare di sé, Rossi riflette sul proprio carattere e sul rapporto con il tempo che passa. «Sono molto fisica, molto ansiosa. Lei è stata una donna di altri tempi, più trattenuta. Però era il centro assoluto della famiglia. Quella che teneva tutto insieme. Le fa paura l’idea di invecchiare? Ne vedo già gli effetti: il corpo cambia, il metabolismo muta. Ma mi sto adattando a quella che diventerò».
Seguici anche su Facebook. Clicca qui












Aggiungi Commento