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Uccise il patrigno nel 1975 per continuare a incassare la sua pensione: 79enne scoperta e arrestata dopo 50 anni

Uccise il patrigno nel 1975 per continuare a incassare la sua pensione: 79enne scoperta e arrestata dopo 50 anni. Negli Stati Uniti una donna di 79 anni che uccise il patrigno nel 1975, è stata scoperta e accusata di omicidio. I resti della vittima furono ritrovati nel deserto dell’Arizona 50 anni fa. È inoltre accusata di aver vissuto nella sua abitazione e di aver beneficiato per decenni della sua pensione e dei pagamenti della previdenza sociale.

La donna, Carol Ann Beall, è stata arrestata il 28 maggio e accusata di omicidio di primo grado in relazione alla morte di William Reginald Sipfle. La notizia è stata riportata dalle emittenti NBC KVOA e CBS KOLD, che citano il dipartimento dello sceriffo della contea di Pima. Sipfle scomparve all’età di 73 anni. Secondo lo sceriffo della contea di Pima, Chris Nanos, i familiari non presentarono mai una denuncia formale, pur sapendo che l’uomo era sparito senza lasciare tracce. Per cinquant’anni la famiglia è rimasta senza risposte.

La svolta è arrivata grazie ai progressi della genealogia forense. Gli investigatori sono riusciti a collegare i resti umani rinvenuti nell’ottobre del 1975 presso una stazione di trasferimento dei rifiuti della contea di Pima alla famiglia di Sipfle. All’epoca era stato possibile stabilire soltanto che i resti appartenevano a un uomo, ma le limitazioni tecnologiche non consentivano ulteriori identificazioni.

Le indagini che hanno portato all’arresto

Alla fine del 2025, grazie al lavoro della genealogia forense e al supporto di un laboratorio esterno, il dipartimento dello sceriffo ha individuato un possibile legame con parenti lontani della vittima. Una prima corrispondenza ha portato a un nonno scomparso e successivamente è stato confermato il collegamento con una nipote di Sipfle, consentendo l’identificazione definitiva dei resti.

Secondo KOLD, gli investigatori hanno concentrato l’attenzione su Beall dopo aver scoperto che lavorava in un museo situato nella stessa area desertica in cui erano stati trovati i resti. I pubblici ministeri sostengono inoltre che la donna abbia vissuto per oltre mezzo secolo nella casa di Sipfle, utilizzando tra 250.000 e 600.000 dollari provenienti dalla pensione e dai benefici previdenziali dell’uomo.

L’indagine resta aperta. La famiglia Sipfle ha dichiarato a KOLD e KVOA di sentirsi sollevata dall’identificazione positiva dei resti del nonno, pur continuando a elaborare le circostanze della sua morte e il dolore della sua scomparsa.

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