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Ragazzo autistico ingoia un guanto di gomma e muore soffocato a scuola: l’insegnante di sostegno distratta dal suo cellulare

Ragazzo autistico ingoia un guanto di gomma e muore soffocato a scuola: l’insegnante di sostegno distratta dal suo cellulare. Un ragazzo autistico ingoia un guanto di gomma e muore soffocato a scuola mentre l’insegnante di sostegno era distratta dal suo cellulare. È successo a Spring Branch, nello Stato americano del Texas.

Secondo una denuncia presentata dai genitori, il giovane, affetto da autismo grave e da una sindrome che richiedeva una supervisione costante, sarebbe morto dopo aver ingerito un pezzo di guanto di gomma all’interno della scuola. La famiglia sosteneva che in passato si fossero già verificati episodi di ingestione di oggetti estranei, alcuni dei quali avevano richiesto il ricovero e procedure mediche urgenti.

La causa legale, avviata nel febbraio 2025 contro il distretto scolastico e una dipendente coinvolta, si è conclusa con un accordo extragiudiziale raggiunto il 19 maggio. I termini dell’intesa non sono stati resi pubblici. Nella denuncia si afferma che il ragazzo trascorresse molte mattine isolato e senza adeguata sorveglianza. Pur essendo disponibile un giocattolo da masticare, questo non gli sarebbe stato fornito, mentre nell’aula e nelle aree vicine erano presenti guanti di gomma e altri oggetti facilmente ingeribili.

Ripreso tutto dalle telecamere

Dopo la pausa pranzo avrebbe preso un guanto o una parte di esso e lo avrebbe portato alla bocca. Successivamente sarebbe entrato nella palestra, dove avrebbe iniziato a soffocare. Le immagini delle telecamere di sorveglianza, secondo la denuncia, lo mostrerebbero in evidente difficoltà per un periodo prolungato, mentre inciampava, cadeva, gattonava e si portava ripetutamente le mani alla bocca.

La denuncia sostiene inoltre che nessun membro del personale sia intervenuto tempestivamente e che una dipendente presente fosse distratta dal cellulare. Solo dopo una caduta del ragazzo la donna avrebbe alzato lo sguardo. A quel punto il giovane aveva smesso di respirare, era cianotico e aveva perso conoscenza.

Nessuno avrebbe tentato manovre salvavita o la rimozione del corpo estraneo. In seguito fu accertata l’ostruzione delle vie respiratorie da parte di un pezzo di guanto medico. Il distretto ha negato qualsiasi illecito. La famiglia sosteneva che fossero stati ignorati avvertimenti precedenti rischi noti e misure preventive disponibili da tempo anni.

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