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Daniele Silvestri: “Nuovo album? Vi spiego perché la sdraio. De Gregori ha perso un’occasione per non dire nulla”

Daniele Silvestri: “Nuovo album? Vi spiego perché la sdraio. De Gregori ha perso un’occasione per non dire nulla”. Daniele Silvestri sul nuovo album Canzoni a sdraio, le parole di Francesco De Gregori, e non solo. Il cantautore romano, 58 anni ad agosto, ne parla in una intervista a ‘La Stampa’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.

Daniele Silvestri interviene sulle parole di Francesco De Gregori riguardo all’opportunità per gli artisti di esporsi sui fatti dell’attualità, in particolare sul riferimento a Bruce Springsteen e alle vicende di Minneapolis. La sua posizione è immediata e netta: «Artisticamente lo amo, ma penso che De Gregori abbia perso un’occasione per non dire nulla. Sono totalmente contrario alle sue parole. Quando ho sentito Springsteen l’ho trovato strepitoso».

Daniele Silvestri: “Nuovo album? Vi spiego perché la sdraio”

Alla domanda sul perché della sedia a sdraio come simbolo del nuovo album, Silvestri spiega che «È il luogo in cui ognuno di noi tre a turno andava a riposare. Quando siamo in studio non esistono orari, non è abnegazione, ma finché non siamo contenti non smettiamo. Sulla sedia a sdraio ci venivano le idee migliori, non è una postura vacanziera, ma volersi togliere dal flusso in cui le cose si fanno correndo. Eppure ogni tanto capita di sedersi su una sdraio, per me sono i momenti più importanti. La porteremo anche in tour che parte il 26 giugno da Porto Torres».

Sul tema degli artisti che scelgono di non esporsi, Silvestri mantiene una posizione rispettosa ma personale: «Ognuno ha le sue opinioni ed è libero di esprimerle. Prendere posizione per un artista non è un obbligo, ognuno ha il diritto di ritagliarsi il ruolo che preferisce. Non sbaglia chi è solo poeta, anche quella è politica, intesa come ciò che mette insieme gli esseri umani come società. Io però non sono mai stato capace di non dire la mia, è l’unico modo in cui sento che quello che scrivo e faccio è vero».

Daniele Silvestri: “Sono stato fortunato”

Riflettendo sul costo dell’essere un artista libero, Silvestri riconosce di essere stato privilegiato: «Sono stato fortunato, quando mi è capitato di fare scelte non condivise da tutti, o che mi portavano in direzioni meno popolari, non mi è parso un gran peso. Anzi, forse ho beneficiato di avere preso posizione e difeso delle idee, magari per una fetta non enorme di persone, ma quando pensano che quello che fai ha valore conta più di tutto il resto. Sono stato fortunato anche perché dal primo minuto chi ha deciso di scritturarmi aveva già individuato in quella libertà la cosa da lasciarmi intatta. Lo posso dire a distanza di tanti anni, non succede spesso».

Quando si parla dei giovani artisti, Silvestri non nasconde le difficoltà del presente: «Credo di sì, quando non c’è il tempo si va sul sicuro, manca la libertà di sperimentare, sbagliare e riprovarci. È vero che oggi se si vuole realizzare qualcosa lo si fa anche con poco, in modo immediato, ma questo non corrisponde a un aumento di originalità, intesa come ricerca e dimostrazione che il mondo è vivo e c’è sempre qualcosa di nuovo che emerge. Oggi c’è più massificazione rispetto a quando ero ragazzo, sembra che valga tutto, ma c’è tanto che si assomiglia troppo. Ciò che attira like e visualizzazioni non sempre c’entra con la qualità e il merito di una produzione musicale che dovrebbe misurarsi con altri criteri».

Infine, conferma di essere al lavoro su un progetto televisivo: «Sì, con un’idea che a me piace tantissimo, precedente al mio podcast e non così facile da realizzare, ma come tutte le cose in qualche modo difficili c’è bisogno di qualcun altro che ci creda, quindi vediamo, potrebbe succedere qualcosa di bello».

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