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Dipendente ottiene l’esenzione dall’uso dell’intelligenza artificiale a lavoro: “Vietata dalla mia religione”

Dipendente ottiene l’esenzione dall’uso dell’intelligenza artificiale a lavoro: “Vietata dalla mia religione”. La dipendente di un’azienda del settore tecnologico ottiene l’esenzione dall’uso dell’intelligenza artificiale a lavoro per motivi religiosi. La lavoratrice, 34 anni, impiegata come ingegnere informatico presso quella che ha descritto come una grande azienda tecnologica e dell’intrattenimento con orientamento progressista, ha ottenuto il permesso di non utilizzare strumenti basati sull’intelligenza artificiale nello svolgimento delle proprie mansioni.

Secondo quanto riportato, la dipendente aveva avanzato la richiesta nel mese di aprile sostenendo che l’impiego dell’IA sollevasse questioni etiche e ambientali incompatibili con le sue convinzioni religiose. Per preparare la domanda si sarebbe confrontata con un avvocato specializzato in diritto del lavoro e con un responsabile religioso locale. A metà maggio l’azienda avrebbe accolto la richiesta, concedendo formalmente l’esenzione. La decisione sarebbe stata confermata da un’e-mail relativa alla pratica, citata dalla testata che ha raccontato la vicenda.

Sulla questione è intervenuta anche una portavoce dell’associazione religiosa di riferimento della dipendente. Pur precisando di non avere alcuna conoscenza diretta del caso specifico né delle conversazioni intercorse tra la lavoratrice e il suo leader religioso, la rappresentante ha spiegato che l’organizzazione sostiene la ricerca e la scoperta scientifica, riconoscendo allo stesso tempo che il progresso tecnologico debba essere accompagnato da una comprensione etica dell’umanità.

L’annuncio dell’azienda

La portavoce ha inoltre annunciato che l’associazione prevede di pubblicare nelle prossime settimane una politica ufficiale dedicata all’intelligenza artificiale. Nella dichiarazione ha sottolineato che la tradizione religiosa dell’organizzazione si fonda su valori come pluralismo, interdipendenza e trasformazione, con l’amore posto al centro, e che tali principi hanno contribuito a orientarne la riflessione sul tema. Ha aggiunto che i fedeli credono nel valore intrinseco e nella dignità di ogni persona e che gli sviluppi tecnologici dovrebbero essere finalizzati a promuovere questo obiettivo.

Nel frattempo, il mese scorso, il Pontefice ha affrontato il tema nella sua prima enciclica, avvertendo che tecnologie come l’intelligenza artificiale possono rappresentare una minaccia per la dignità umana. Pur riconoscendo che l’IA possa costituire uno strumento prezioso, ha sostenuto che richieda vigilanza e l’adozione di solidi quadri giuridici per regolamentarne l’utilizzo, auspicando anche un coinvolgimento politico più attivo capace di rallentare processi che procedono con crescente rapidità.

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