Giardiniere fa cadere l’erba sull’auto nuova di un condomino: ucciso a colpi di pistola dal proprietario del veicolo. Un giardiniere fa cadere l’erba sull’auto nuova di un condomino e viene ucciso a colpi di pistola dallo stesso. Il delitto si è consumato il 18 settembre 2025, a Dayton, nello Stato americano dell’Ohio. Per questo episodio, un uomo di 36 anni è stato riconosciuto colpevole da una giuria di duplice omicidio in relazione alla morte del ventiduenne che stava lavorando per una società di manutenzione del verde.
I giurati lo hanno inoltre dichiarato colpevole di aggressione aggravata con arma da fuoco, aggressione aggravata con gravi lesioni personali, esplosione di colpi in prossimità di un luogo vietato e omicidio colposo. La sentenza è stata pronunciata nel giorno in cui la vittima avrebbe compiuto ventitré anni. Il giudice ha disposto una pena detentiva compresa tra ventuno anni e l’ergastolo.
Nella tarda mattinata del giorno della sparatoria, gli agenti sono intervenuti dopo alcune segnalazioni e hanno trovato il giovane ferito sul marciapiede da diversi colpi d’arma da fuoco. Trasportato d’urgenza in ospedale, è morto successivamente a causa delle ferite riportate.
L’arresto
Secondo quanto emerso, la vittima stava effettuando lavori di giardinaggio quando sarebbe nata una discussione con un residente. Alcuni testimoni hanno riferito che l’uomo era uscito dalla propria abitazione lamentandosi perché erba tagliata e terra erano finite sul suo veicolo. Ai lavoratori sarebbe stato risposto che la squadra avrebbe utilizzato un soffiatore per ripulire l’auto, ma la proposta non sarebbe bastata a calmare gli animi. Secondo l’accusa, il residente ha quindi estratto una pistola calibro 9 mm e sparato più volte, colpendo la vittima due volte.
L’imputato ha fornito una versione diversa dei fatti durante la chiamata al 911, agli investigatori e nel corso del processo tramite la difesa. A suo dire, avrebbe aperto il fuoco soltanto dopo essere stato colpito senza preavviso. Gli altri giardinieri presenti hanno però smentito questa ricostruzione, dichiarando di non avere assistito ad alcuna aggressione e sostenendo che l’uomo avesse discusso in modo irrispettoso prima di sparare.
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