Micaela Ramazzotti: “Mio marito non è un orco palestrato. Lite con Virzì? Vi spiego come è andata. Non ho rapporti con la mia famiglia”. Micaela Ramazzotti sul marito Claudio Pallitto, la lite con l’ex Paolo Virzì, e non solo. L’attrice romana, 47 anni, si racconta in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.
Micaela Ramazzotti racconta che lei e suo marito Claudio Pallittovi si sono sposati in un castello in Umbria, un matrimonio che per lei aveva un significato preciso: «Volevo essere una sposa classica, romantica, l’abito bianco, il velo. Fiori dappertutto, immersi nella natura».
L’immagine dell’attrice che sposa il personal trainer ha alimentato molte chiacchiere, e lei stessa ricorda come venissero etichettati: «Eh, Claudio era l’orco palestrato e tatuato, tutto muscoli e niente cervello. Io sono stata l’attrice più chiacchierata d’Italia. Ma non ho fatto male a nessuno, al cinema mi hanno fatta sentire come se avessi commesso un reato. Come se avessi dovuto dimostrare… Ma la mia vita è mia e soltanto mia. Mi ero solo innamorata di un uomo».
Parlando di ciò che l’ha colpita del marito, Ramazzotti spiega come accanto a lui si senta al sicuro: «Mi sento protetta, il suo cuore, il suo calore, la sua logica matematica, la sua ironia, il non vantarsi, il rispetto del proprio corpo e non è solo estetica, vuol dire vivere in modo sano. Io poi quando l’ho conosciuto non avevo notato tutti quei muscoli».
Micaela Ramazzotti: “Mio marito non è un orco palestrato”
Ricorda anche il loro primo incontro, avvenuto sul set del suo debutto da regista: «Era comparsa sul set del mio debutto da regista (ora sto scrivendo il mio secondo film), Felicità, dove ho messo un pezzo di me e mi sono sentita finalmente all’altezza. Gli ho chiesto cosa fai nella vita. E lui, ho una palestra, sono personal trainer».
Quando le viene chiesto se il cinema d’autore gliela farà pagare, risponde con decisione: «E perché? Mica ho fatto male a qualcuno. Qualcuno dirà che avevo la tessera del cinema e ora ho la tessera sportiva. È finita con un regista e mi sono messa con un personal trainer. E allora? Anzi, proprio per questo mi sento arricchita nel mio futuro d’attrice. Sto ricevendo tanti copioni, serie, commedie, opere prime. Piuttosto, mi sono lasciata alle spalle il personaggio della donna vessata, fragile, diventata madre da ragazza, svampita. Era una finzione, sono sempre stata ferma nelle mie idee».
E parlando del David, riconosce quanto quel premio sia stato importante ma anche quanto non la definisca: «Sì, ma non sono io. E non intendo mettermi un’altra maschera, è faticoso. Comunque ho fatto film di vari generi, autoriali, commedie pop corn… Non ho avuto pigmalioni, sono stata l’autrice del mio personaggio, l’ho inventato perché non esisteva quel personaggio lì nel cinema, mi sono infilata in uno spazio vuoto, sono stata astuta nel sapere dove andare a parare. Ho giocato sul fraintendimento. Ma anche prima, da ragazza, sono stata vittima di un equivoco».
Micaela Ramazzotti: “Non ho rapporti con la mia famiglia”
A quel punto chiarisce cosa intenda per equivoco: «Ero una bugia vivente, volevo piacere, mostrarmi per quello che non ero». Ricorda poi chi era presente al matrimonio: «Pochi amici veri, Francesca Fagnani l’ha celebrato, poi Laura Chiatti, Claudio Santamaria e Francesca Barra, Federica Vincenti Luna, Chicca Ungaro, Tiziana Rocca».
E parlando della sua famiglia d’origine, non nasconde la distanza: «Non ho rapporti con la mia famiglia d’origine. Forse si aspettavano una figlia diversa, meno libera. Sono cresciuta alla periferia di Roma, ad Axa e poi ad Acilia. Ci volevano due autobus per arrivare in città. Sono andata via di casa presto per affermare la mia personalità. Ho un rapporto sano, bello e non possessivo con i miei due figli adolescenti. Il bene si può dimostrare in tanti modi, dando libertà alle persone».
Micaela Ramazzotti: “Lite con Virzì? Vi spiego come è andata”
Sulla relazione con l’ex marito Paolo Virzì, Ramazzotti preferisce chiudere il capitolo: «Vorrei lasciarmi tutto alle spalle, c’è stata una separazione violenta, culminata nella famigerata lite al ristorante durata 45 minuti di cui non sono certo fiera, è stato un momento di debolezza. Siamo persone adulte, sto porgendo la mano. Ma è l’ultima volta che ne parlo. Ora mi sento finalmente capita per quello che sono. Non ho più magoni. E faccio dei bei sogni». E quando si accenna al “lignaggio” di Valeria Bruni Tedeschi, risponde con schiettezza: «Lei è nata ricca, io no, mio padre prima di lavorare agli oggetti rinvenuti ha fatto il vigile urbano. Ho uno spirito di sopravvivenza rapace».
Infine, riflette sul percorso che l’ha portata alla felicità: «È stato un percorso a ostacoli, per mesi non si trovavano le carte del divorzio… Ha detto bene, la felicità è una conquista e non bisogna dare nulla per scontato».
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