Dori Ghezzi: “Flirt con Mal iniziato per finta. Rapimento? Il momento più duro è stato all’inizio. E su Mia Martini…”. Dori Ghezzi sul flirt con Mal iniziato per finta, il rapimento, De André, Mia Martini, e non solo. La cantante 80enne ripercorre le tappe della sua vita privata e professionale in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.
Dori Ghezzi ripercorre gli anni degli esordi ricordando il duo con Wess, quando molti li credevano una coppia. Precisa che tra loro non ci fu mai nulla: «No. Lui era già impegnato, io pure. Amici. Il testo di Un corpo e un’anima era di Umberto Tozzi. Gli chiesi: “Come mai non la canti tu? Sei bravo”. Anche Battisti scriveva per Equipe 84 e i Dik Dik. “Lucio, perché le dai agli altri? Hai una bella voce”».
Il racconto scivola poi sul flirt con Mal, nato al Cantagiro del ’69, quando entrambi erano molto corteggiati. Lei ricorda: «Al Cantagiro del ’69. Eravamo i più corteggiati. “Fingiamo di stare insieme, così ci lasceranno tranquilli”. Diventò una storia vera, però non potevamo girare, sempre inseguiti dai fotografi. Finì presto ma restammo amici».
Dori Ghezzi: “Flirt con Mal iniziato per finta”
Arriva quindi il capitolo dedicato ai pranzi e alle amicizie di quegli anni, come quello con Battisti, che abitava vicino a casa sua. «Per Battisti, che abitava vicino casa mia, lo invitavo spesso. Mamma gli preparava pure la cassœula. Venivano in tanti al “residence Ghezzi”. Dalla, Paoli, Vanoni. L’unico che mai è rimasto a dormire è stato Fabrizio. Per un certo periodo abbiamo vissuto lì».
La madre, però, aveva qualche timore: «Lui le piaceva, però era preoccupata. Era sposato e con un figlio di 12 anni. Per fortuna non conoscevo sua moglie, altrimenti non mi ci sarei messa. Dopo diventammo amiche. In un’intervista rivelò: “Non sono mai andata tanto d’accordo con Fabrizio come da quando c’è Dori”».
Il ricordo si sposta su Mia Martini, alla quale erano molto legati. «Le volevamo molto bene. Ci regalò un posacenere di cristallo, lo conservo ancora. Ero severa con lei. Soffriva per le cattiverie dette alle sue spalle. Mi telefonava in lacrime. La rimproverai. “Se devi piangere non chiamarmi più, perché soffriamo in due”. Da allora mi raccontò tutte le cose brutte ridendo».
Dori Ghezzi: “Mia Martini l’unica arrestata in quel blitz”
Poi la retata del ’69 in Costa Smeralda, quando Mimì fu arrestata durante un blitz antidroga: «Mimì si trovava in un locale della Costa Smeralda. La polizia fece un blitz antidroga. Altri erano stati avvisati. Arrestarono solo lei. In cella a Tempio Pausania, cantava. E fuori si radunava una folla emozionata. Tempo dopo glielo raccontai. “Allora non è stato inutile”».
Tra i ricordi affiora anche Ornella Vanoni: «Spesso guardavamo insieme Sanremo, io, lei e Fabrizio. Noi due eravamo le più critiche, lui invece lo difendeva. Però non ci è mai andato». E arriva il momento dell’incontro con Fabrizio De André, preceduto da un episodio al Lido di Genova nel ’69: «La prima volta che vidi Fabrizio fu al Lido di Genova, nel ‘69, al premio Caravella d’Oro. Ci fissammo dall’inizio alla fine, ma c’era sua moglie. Cinque anni dopo — Capodanno ‘74 — avevo tenuto un concerto al Lido. Le due di notte. Sulle scale trovai una moneta da 50 lire, calpestata. La tenni come un amuleto. Cristiano, per me un fratello, mi indicò delle finestre. “Lì abita De André”».
Il destino, racconta, fece il resto: «Tre mesi dopo io e Malgioglio eravamo in uno studio di registrazione. Al bar incrociammo Fabrizio, che era suo amico. Ci presentò. Stava registrando Valzer per un amore. Me la cantò guardandomi negli occhi: “E per questo ti dico amore, amor/ Io t’attenderò ogni sera/ Ma tu vieni non aspettare ancor/ Vieni adesso finché è primavera”. Ci scambiammo i numeri e il giorno dopo mi chiamò. Fu come se ci conoscessimo da sempre».
Dori Ghezzi: “Rapimento? Il momento più duro è stato all’inizio”
Da lì cominciò tutto: «Il 30 marzo festeggiavo il compleanno a casa del mio compagno, con tanti amici. Fabrizio: “Posso venire?”. “Sì”. A un tratto Mina e Ornella, che avevano cantato molti suoi pezzi, chiesero: “Scriveresti una canzone per noi?”. “Se proprio dovessi scrivere per altri, lo farei per Dori”». Una dichiarazione in piena regola, che però il compagno di allora non comprese subito: «La prese per una battuta. Poi si rese conto che era una cosa seria, ma era tardi».
Dori ammette che l’amore per Fabrizio arrivò immediatamente: «Da subito. Amare Fabrizio non era difficile. Lui era unico. Due giorni dopo la festa siamo stati insieme per la prima volta. Era il primo aprile, quanto ci abbiamo riso».
Il racconto si fa più duro quando ricorda il rapimento dell’agosto ’79: «Il momento più duro è stato all’inizio, poi con i sequestratori si creò un dialogo. I due che ci tenevano prigionieri, latitanti, in fondo lo erano anche loro, non avevano scelta. Ma eravamo sicuri che non ci avrebbero ucciso».
E i quattro mesi di prigionia: «Portavamo due cappucci con una feritoia per la bocca. Ogni tanto ce li toglievano e se li mettevano loro. Si procurarono bombola e fornello per permetterci di cucinare, un rischio. Mangiavamo insieme. Mi accompagnavano quando mi appartavo per le mie necessità, però mi hanno sempre rispettata, mi chiamavano signora. Avevo le unghie lunghissime, me le tagliarono con la pattadese, il tradizionale coltello a serramanico sardo, vennero perfette».
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