Richard Gere: “The agency? Ho tagliato riferimenti alla famiglia. Legato all’Italia, Positano è il mio posto del cuore soprattutto per un motivo”. Richard Gere su The agency, il legame con Positano, e non solo. L’attore statunitense, 77 anni ad agosto, veste i panni del capo della stazione londinese della Cia nella serie in onda dal 21 giugno su Paramount+. Ne parla in una intervista a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’ della quale vi proponiamo alcuni passaggi.
Richard Gere, parlando della serie The Agency, introduce il personaggio che interpreta, Jim Bosko, capo della stazione londinese della Cia. Racconta che, quando ha letto la sceneggiatura, alcuni riferimenti alla vita privata del personaggio non lo convincevano e ha chiesto di eliminarli. Spiega infatti: «Inizialmente quando mi è stata presentata la sceneggiatura c’erano un po’ di riferimenti a una moglie, una famiglia… Ma io ho chiesto che venissero tutti tolti. Noi conosciamo Bosko solo per quello che vediamo nella fiction. Per me la cosa importante è che lui non sia un burocrate, ma uno che ha lavorato sul campo, ha visto uccidere persone e altre probabilmente le ha ammazzate, forse ha rimpianti. Ma è molto rispettato dal suo team».
Richard Gere: “The agency? Ho tagliato riferimenti alla famiglia”
Quando gli viene chiesto se Bosko sia più rispettato o temuto, Gere chiarisce con decisione: «Più rispettato. Bosko è come un buon genitore». Da qui il discorso si sposta sul tema del rispetto nella vita reale, e l’attore racconta un episodio personale vissuto proprio quella mattina: «Il rispetto è importante. Proprio stamattina ho discusso di questo con un 14enne (si riferisce ad Albert, il figlio che Alejandra Silva, moglie di Gere, ha avuto da un precedente matrimonio, ndr) che non ha avuto rispetto verso sua madre. È adolescente, lo so, ma abbiamo chiacchierato a lungo sul tema. Ogni essere umano è prezioso e lui lo è, proprio come la sua mamma. Noi come genitori abbiamo il dovere di proteggere i nostri figli dagli errori, ma anche di farli crescere quando li compiono. E così è Bosko con le persone che lavorano con lui».
Si passa poi al tema dell’improvvisazione, tratto distintivo di Gere fin dai tempi di Pretty Woman. L’attore ricorda che anche in The Agency ha sentito il bisogno di intervenire su un dettaglio del personaggio: «A un certo punto Bosko avrebbe dovuto mangiare cibo-spazzatura in maniera un po’ nevrotica. Ma non sarebbe stato da lui… Così lo sceneggiatore è venuto con un piccolo soldatino di plastica e mi ha raccontato una storia. Il mio personaggio tiene sempre in tasca questo soldatino: è un legame con la sua giovinezza, ma è pur sempre un soldato con la pistola. Era perfetto».
Richard Gere: “Italia? Positano è il mio posto del cuore soprattutto per un motivo”
Il discorso si allarga ai film che hanno segnato la sua carriera, e inevitabilmente arriva Pretty Woman, che in Italia continua a essere un successo ogni volta che viene trasmesso. Gere ricorda con affetto quell’esperienza: «Ci siamo molto divertiti a girarlo. Era quasi 40 anni fa: sia con il regista Garry Marshall sia con Julia Roberts abbiamo trascorso settimane molto divertenti. È stato fantastico». Racconta anche il momento in cui ha capito che il film avrebbe avuto un impatto enorme: «Quando è uscito sono andato al cinema con Julia per vederlo. Eravamo camuffati nelle ultime file. Tutti ridevano e noi con loro. Ne siamo stati trasportati. Sono molto orgoglioso di quel delizioso, piccolo ma grande film».
Infine, parlando dell’Italia, Gere rivela il luogo a cui è più legato: «Positano (in Costiera amalfitana, ndr). La prima volta che sono venuto nel vostro Paese sono andato lì (erano gli Anni 80, Gere doveva incontrare il regista Franco Zeffirelli, ndr). E lì ho conosciuto nel 2014 mia moglie Alejandra. È il mio posto del cuore».
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