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Cronaca

Forte dei Marmi, svaligiata la villa di Andrea Bocelli a Vittoria Apuana: bottino monstre tra contanti, preziosi e borse firmate

Forte dei Marmi, svaligiata la villa di Andrea Bocelli a Vittoria Apuana: bottino monstre tra contanti, preziosi e borse firmate. Svaligiata la villa di Andrea Bocelli a Vittoria Apuana, a Forte dei Marmi. I ladri hanno portato via un bottino stimato attorno al mezzo milione di euro tra contanti, gioielli, orologi di pregio e borse firmate. È successo nella notte tra venerdì 26 e sabato 27 giugno.

A riportare la notizia è ‘Il Tirreno’, secondo cui l’abitazione era affittata a una famiglia americana in vacanza, assente durante l’irruzione. I malviventi avrebbero agito in una fascia oraria compresa tra le 21 e la mezzanotte, approfittando dell’uscita serale degli inquilini. Dai rilievi dei carabinieri risulta che la villa non fosse stata chiusa correttamente e che l’allarme non fosse inserito, circostanze che avrebbero facilitato l’azione dei ladri, capaci di impossessarsi dei beni di valore e dileguarsi senza lasciare tracce.

Le indagini si concentrano ora sui filmati delle telecamere comunali, mentre il sindaco Bruno Murzi invita i residenti a utilizzare al massimo i sistemi di protezione disponibili. La villa ottocentesca, definita dal tenore il suo «buen retiro» toscano, non è nuova a episodi simili. Nel luglio 2018, come riportato dal Corriere della Sera, una banda tentò un colpo mentre Bocelli era appena rientrato dalle prove del Festival Puccini.

Il precedente del 2018

In quella occasione l’artista ricordò che in casa c’erano una ventina di persone, tra familiari e amici, quando due uomini con passamontagna e manganelli riuscirono a introdursi nella dependance, sostenendo di essere armati. A far fallire il blitz fu l’intervento di un vigilante, che ingaggiò una colluttazione con i malviventi, costringendoli alla fuga verso un’Audi dove li attendeva un complice.

Anche la moglie Veronica descrisse la tensione di quei momenti, sottolineando la violenza dell’irruzione e la rapidità con cui i ladri si dileguarono. Bocelli, all’epoca, parlò della paura provata per i suoi cari e definì gli aggressori «gente sprovveduta» che aveva improvvisato l’azione, ricordando come la casa fosse sempre frequentata e sorvegliata.

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