Alba Parietti: “Pensione? La prendo già da un po’ ma una cosa mi indispettisce. Fiera di aver conosciuto Trump e Weinstein”. Alba Parietti sulla pensione, gli incontri con Trump e Weinstein, e non solo. La conduttrice e opinionista, 65 anni il prossimo 2 luglio, si racconta a cuore aperto in una intervista a ‘Il Corriere della Sera’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.
Alba Parietti, che il 2 luglio compirà 65 anni, racconta che festeggerà «con una trentina di amici in un ristorante vicino a casa, ambiente rustico e familiare. Ormai è l’appuntamento ufficiale di ogni inizio estate». Proseguendo, spiega che la pensione «la prendo già da un po’, perché da quando avevo 14 anni verso i contributi. Però in pensione non ci vado. E continuo felicemente a pagare le tasse con il mio 740, sperando che i miei soldi servano a pagare i servizi per tutti, soprattutto per chi non può permetterseli. Però una cosa mi indispettisce».
A quel punto, invitata a non trattenersi, chiarisce che «ogni volta sembra che debba giustificarmi dei soldi che ho, delle case che ho, delle vacanze che faccio, del fatto che mi sveglio alle 11 del mattino. Io mi sono conquistata tutto. Ma se una donna ha avuto successo, è stata fortunata. Mentre se un uomo ha successo è perché è in gamba».
Alba Parietti: “Pensione? La prendo già da un po’ ma una cosa mi indispettisce”
Parlando dei desideri per il compleanno, ammette che «non sarebbe male una conduzione in tv. Ma non è che non ci dorma la notte se poi non arriva. Ho condotto tutto quello che si poteva, da Macao ai Telegatti al Festival di Sanremo. I fatti dimostrano che quando vado in video gli ascolti salgono». Ripercorrendo la sua vita attraverso gli incontri, ricorda quello con Federico Fellini: «Il primissimo incontro lo feci all’Eliseo a Roma, nei primi anni 80, dove recitavo in Quarant’anni di scenette, con Paolo Panelli. Una sera lui ci raggiunse in camerino con Giuletta Masina e mi disse: “Bella e brava”. E Giulietta, elegantissima: “Bella sì. Brava: mmh…”. Ci rimasi malissimo».
Poi racconta che si rividero «ai tempi di Domenica in. Un’autrice era una sua stretta collaboratrice e cominciò a portarmi i suoi messaggi di ringraziamento quando lo citavo. Da lì cominciò una sorta di carteggio meraviglioso che ho perso perché un mio segretario ha buttato via tutto. Una volta mi invitò a Cinecittà: non mi rendevo conto dell’enormità dell’evento. Quando arrivai disse: “Ecco qua la faccia da mascalzona!”». E aggiunge che andò anche alle sue esequie: «Sì. E ricordo la scena straziante di Giulietta che lo salutava con la mano alzata. Forse è stato l’unico genio che non mi ha deluso».
Alba Parietti: “Agnelli mi chiamava per sapere di Vialli”
Parlando di Gianni Agnelli, precisa che «sono sempre stata snob verso i potenti. Potrei dire che mi faceva la corte, ma in maniera così elegante che non si poteva definire tale. Non era il tipo che si metteva nelle condizioni di prendere un 2 di picche. Credo fosse solo curioso di un gossip». Gossip che riguardava «un presunto flirt con Gianluca Vialli ai tempi dei Mondiali 90. Gianluca è stato uno dei più grandi signori che ho conosciuto: di classe, spiritoso, intelligente. Un amico. Quando gli scrissi per congratularmi per gli Europei vinti nel 2020 mi rispose con un messaggio meraviglioso dove l’”io” non esisteva, solo il “noi”: era stato un traguardo di squadra, non solo suo».
Arrivando a Don Gallo, racconta che era «il mio Uccelli di rovo in bianco. Ho avuto per lui una fascinazione intellettuale. Mi dedicava ore a parlare di politica o a scherzare. È stata una delle esperienze più potenti della mia vita e lui una vera guida spirituale, il mio secondo padre. Era la potenza del bene contro il male, del giusto contro l’ingiusto». Su Boncompagni, invece, dice: «Il mio scopritore. Lui è arrivato prima di Galagoal, dove il genio era stato Ricardo Pereira. Ma fu Gianni Boncompagni nel 1983 a prendermi con un provino a Galassia 2, un fiasco totale. Poi mi richiamò per Macao, con una quadra meravigliosa. Lui non ti dava un testo scritto neanche se piangevi: ti buttava nell’arena e tu dovevi cavartela. Era cinico e spietato, ma quella trasmissione forse è stata la più bella che ho fatto. Poi Gianni si stufò del suo giocattolo e cominciarono i contrasti fra di noi: faticava a lasciarmi lo scettro in mano. È un mio karma tipico: Anna Bolena messa nella torre».
Alba Parietti: “Fiera di aver conosciuto Trump e Weinstein”
E aggiunge che lo stesso schema si ripeté «come con Pippo Baudo? Sì, esatto. A Pippo ho voluto un bene dell’anima. Come Gianni Boncompagni e Maurizio Costanzo è una delle persone a cui devo di più. Ma non erano facili: amavano metterti sul piedistallo e poi buttarti giù, anche solo per vedere come reagivi».
Proseguendo, rivela di aver conosciuto «pure Weinstein. Lui e Trump. E non ne vado fiera». Quanto alle molestie, afferma che «sono stati quasi tutti al loro posto. Di un onorevole poco onorevole mi verrebbe tanta voglia di raccontare un episodio. Ma lo grazio». E sul partito dell’uomo in questione chiarisce: «Il partito di chi comanda: lui sta sempre dove c’è il potere, il contrario di me».
Infine, parlando dei rimpianti, confessa: «Rimpiango moltissimo di non aver fatto un altro figlio. Il padre più adatto sarebbe stato Giuseppe (Lanza di Scalea, ndr), ma per l’età non se l’era sentita. Christoph (Lambert, ndr) voleva una figlia e lo disse su Paris Match, ma penso che sia stato meglio non averla: tra noi la relazione non sarebbe stata sana».
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