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Inciampa e cade sul marciapiede procurandosi lesioni, 84enne fa causa a un’azienda: “Distratto dai cartelloni pubblicitari”

Inciampa e cade sul marciapiede procurandosi lesioni, 84enne fa causa a un’azienda: “Distratto dai cartelloni pubblicitari”. Un anziano di 84 anni inciampa e cade sul marciapiede procurandosi lesioni gravi, fa causa all’azienda perché, a suo dire, è caduto mentre era distratto a guardare i cartelloni pubblicitari. È successo a Bartow, nello Stato americano della Florida.

Secondo la denuncia modificata del 1° aprile, l’uomo sostiene di essere caduto il 17 aprile 2025 dopo aver parcheggiato davanti al ristorante e aver raggiunto l’ingresso a piedi. Nel ricorso viene spiegato che era costretto a prestare attenzione a un marciapiede ritenuto anormalmente alto, ma che la presenza di grandi cartelloni pubblicitari esposti nelle vetrine avrebbe attirato la sua attenzione, facendogli perdere di vista il bordo del marciapiede e provocando la caduta con conseguenti lesioni gravi e permanenti.

La denuncia descrive il marciapiede come un pericolo di inciampo, sostenendo che fosse mal tenuto e che il colore si confondesse con quello del parcheggio, rendendo difficile distinguere il dislivello. Secondo l’accusa, anche la mancanza di adeguata segnaletica avrebbe contribuito a creare una situazione pericolosa per chi si avvicinava all’ingresso.

Nel ricorso si afferma inoltre che le pubblicità esposte nelle vetrine erano progettate per attirare lo sguardo dei clienti e che, per dimensioni, posizione e orientamento, distraevano i pedoni proprio mentre attraversavano l’area interessata dal presunto pericolo. Questa combinazione di elementi, secondo i ricorrenti, avrebbe aumentato in modo irragionevole il rischio di cadute.

Le accuse

L’azione legale accusa la società di negligenza per non aver garantito un ambiente sicuro, per non aver eliminato le condizioni ritenute pericolose e per non aver avvertito i clienti della loro presenza. Viene inoltre sostenuto che non fossero stati predisposti percorsi pedonali sufficientemente sicuri dal parcheggio all’ingresso e che fosse stato privilegiato l’impatto pubblicitario rispetto alla sicurezza.

Tra i danni richiesti figurano lesioni fisiche permanenti, dolore, sofferenza, menomazione, deturpazione, angoscia mentale, umiliazione, perdita della capacità di godere della vita e spese mediche. Anche la moglie dell’uomo chiede un risarcimento per le spese sostenute e per la perdita di affetto e compagnia. La richiesta complessiva supera i 50.000 dollari e comprende interessi, spese processuali e un processo con giuria.

Nella risposta depositata il 15 aprile, la società ha respinto la maggior parte delle accuse, sostenendo che i locali fossero mantenuti in condizioni ragionevolmente sicure e attribuendo l’incidente alla mancata prudenza dell’uomo, affermando inoltre che l’eventuale pericolo fosse evidente e contestando anche l’entità delle spese mediche richieste.

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