Rita Pavone: “Flirt? Dopo la mia morte usciranno dei nomi. Nel 2006 avevo lasciato tutto, poi quella chiamata…”. Rita Pavone sui flirt, e non solo. La cantante, 81 anni il prossimo 23 agosto, ripercorre le tappe più significative della sua vita privata e Professionale in una intervista a ‘La Stampa’. Ve ne proponiamo alcuni passaggi.
Rita Pavone ricorda che aveva solo 14 anni quando debuttò al Teatro Alfieri di Torino in Buongiorno marziani, un’emozione così forte da costringerla a letto per un’intera settimana. Racconta che «Per la prima volta mi esibivo davanti a un pubblico diverso da quello, viziato, dei parenti: la genuinità, e il fragore, degli applausi mi emozionarono tantissimo», un impatto che segnò l’inizio della sua storia artistica.
Ripensando al periodo di Gian Burrasca, confessa che fece strage di cuori… ma tra le ragazze, che dal vivo rimanevano spiazzate. «Quando mi incontravano dal vivo le poverine ci rimanevano malissimo: non solo scoprivano che avevo 19 anni, e non dieci, ma non ero nemmeno un maschio! Ricordo che mi rimase la mania di sedermi con le gambe aperte. A Studio Uno, Antonello Falqui mi urlava: “Chiudi queste gambe!”». Una credibilità così forte da generarle perfino qualche dubbio.
Rita Pavone: “Flirt? Dopo la mia morte usciranno dei nomi”
Alla domanda su quanto soffrisse nell’essere così convincente nei panni di un ragazzo, Pavone racconta che «A 16 anni ero l’unica in classe piatta come un’asse da stiro. Iniziai ad essere assalita dal dubbio di essere davvero un maschietto. Intuii che non era così quando vedendo William Holden senza maglietta in Picnic ebbi un sussulto: lì ho capito che i miei ormoni funzionavano. Avrò rivisto quel film 17 volte. Mi spaventava un po’ trasformarmi in un maschio per Gian Burrasca ma Lina Wertmüller mi disse: “Se vuoi recitare devi essere credibile in qualsiasi personaggio. Poi tranquilla: tornerai te stessa”. Mi promise che nel prossimo film mi avrebbe resa bellissima e fu così, in La zanzara».
Sul rapporto con il proprio aspetto fisico, Pavone afferma con sicurezza: «Sì. E in tanti mi facevano il filo. Dicevano: “Rita non è bellissima ma c’ha qualcosa…”». Rivela di aver ricevuto attenzioni da star i cui nomi, dice, si sapranno forse solo dopo la sua morte. «Io da brava signora manterrò il segreto anche perché erano dei galantuomini: avevano capito che il mio cuore era altrove e si accontentarono di restare amici».
Parlando di Teddy Reno, è categorica: «Mai», alla domanda se lo abbia mai tradito. Spiega che lui era la persona giusta e che insieme si sono divertiti come pochi. Le critiche per i 19 anni di differenza non l’hanno mai scalfita: «Oggi Teddy ha 100 anni e momenti di difficoltà, a volte non ricorda le cose, ma resta grandioso. Sono felice di aver lottato contro tutto e tutti, papà compreso, che criticavano il nostro amore. Sapevo che sarebbe durata e così è stato».
Rita Pavone: “Nel 2006 avevo lasciato tutto, poi quella chiamata…”
Guardando al prossimo compleanno del marito, racconta che «Tra noi, in privato: voglio che l’immagine di mio marito resti quella che la gente ricorda». Una scelta di riservatezza che rispecchia il loro legame.
Sul futuro senza Teddy accanto, confessa una fragilità sincera: «Non lo so. So solo che ho due figli meravigliosi accanto, che mi regalano tante gioie. E poi non è detto: la vita è strana, chi garantisce che non possa morire io prima? Preferisco non crucciarmi e lasciare fare al buon Dio. Qualsiasi cosa accada ho trascorso la vita con la persona con cui volevo invecchiare».
Ricorda poi il suo ritiro dalle scene nel 2006 e ciò che la riportò sul palco: «Renato Zero mi chiamò per avermi al concerto dei suo 60 anni. “Tu fai parte della mia vita. Non ti preoccupare, andrà benissimo”, mi disse. Avevo paura: ormai cantavo solo sotto la doccia. Chiesi consiglio ai miei figli: secondo loro dovevo accettare perché “Zero fa parte della tua vita, glielo devi”. Decisi di entrare a schiaffo, senza presentazione. Alle prime note di Cuore erano già tutti in piedi. Andò bene, mi sentii al posto giusto. Quindi, perché lasciare?».
Infine, definisce chi è oggi Rita Pavone: «C’è una donna grintosa che si chiama Pavone e sul palco torna quarantenne. Poi c’è Rita, una signora di 80 anni, riservata, che ama stirare, fare giardinaggio e conduce una vita in Svizzera, immersa nella natura. Il loro segreto? L’una non si stanca mai dell’altra».
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