Detenuto in fase di imminente liberazione chiede ai giudici di restare in carcere: “Non fatemi uscire”. Un detenuto in fase di imminente liberazione chiede ai giudici di restare in carcere. È successo a Embalse, una cittadina nell’entroterra di Córdoba, in Argentina. Il protagonista della vicenda, imputato per avere svolto il ruolo di intermediario nel traffico di piccole dosi di cocaina, durante l’ultima udienza del processo ha consegnato al Tribunale penale federale provinciale una lettera scritta a mano.
L’uomo nella missiva ha chiesto di non ottenere la libertà, spiegando di non sentirsi ancora idoneo a reinserirsi nella società. Secondo Infobae, che cita fonti vicine al caso, le prove raccolte hanno indicato che indirizzava gli acquirenti verso gli spacciatori e segnalava agli spacciatori le persone interessate all’acquisto. In cambio riceveva piccole quantità di droga come compenso, consumandole rapidamente a causa della propria dipendenza.
Durante un’udienza aveva raccontato di avere iniziato a fare uso di cocaina a diciannove anni e di essere caduto nella dipendenza dopo la perdita dei familiari più stretti. Il consumo aveva provocato conseguenze sempre più gravi, fino alla perdita del lavoro e della casa, prima dell’arresto avvenuto nell’aprile 2025 nell’ambito di un’indagine della polizia antidroga provinciale.
Richiesta accettata
L’accusa aveva chiesto una condanna a due anni di reclusione, mentre la difesa aveva domandato la sospensione condizionale della pena e il rilascio. Tutto lasciava prevedere una condanna con pena sospesa, poiché non risultavano precedenti penali e la normativa lo consentiva.
Durante l’udienza conclusiva, però, l’imputato ha ribadito di voler restare detenuto per completare il trattamento psicologico e psichiatrico, sostenendo di non riuscire a rispettare gli obblighi della libertà vigilata e di rischiare un nuovo arresto. Il difensore ha tentato di convincerlo, proponendo anche la ricerca di un alloggio temporaneo, ma senza successo.
Dopo avere confermato la richiesta nell’ultima dichiarazione concessa dal tribunale, è stato condannato a due anni di reclusione effettiva. Secondo le stesse fonti, gli altri coinvolti hanno ricevuto condanne rispettivamente a quattro anni e mezzo e sei anni di carcere.
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